Altro giro, altra corsa. Praticamente tutti gli ultimi allenatori di Rafael Leao al Milan condividono un’idea sul portoghese. E Ruben Amorim si aggiunge alla lista di quelli che “normalizzano” il 10, dopo averlo provato per pochi minuti nel derby odierno: «Come ho detto in conferenza stampa, se sei un giocatore che gioca nel Milan, sei fortunata. Deve divertirsi, ma è solamente un giocatore in più nella squadra. Il focus è sulla squadra, ha aiutato la squadra oggi. È come Nkunku, Camarda, Goncalo Ramos».
IL PASSATO ALZA LA VOCE
Quattro Mister passati, quattro interpretazioni tattiche diverse. Stefano Pioli, l’uomo che lo ha reso una stella del calcio mondiale, ne ha esaltato il talento, costruendo gran parte della fase offensiva sulle sue accelerazioni e lasciandogli ampia libertà nell’uno contro uno. Anche senza un fisico statuario, Rafa è stato una spina nel fianco per le difese avversarie in tutti gli anni del tecnico di Parma. Ecco, Pioli lo ha sempre difeso pubblicamente anche quando il crollo si iniziava ad intravedere, non dimenticandosi mai di creare prima il gruppo e poi le individualità.
Paulo Fonseca ha provato a responsabilizzarlo maggiormente sul piano tattico, dandogli addirittura il compito del numero nove. Non è ben riuscita l’alleanza, con parecchie critiche del Mister e una gestione meritocratica che ad oggi fa ancora discutere come nel 2024. Sergio Conceicao, sostituto di Fonseca, gli ha chiesto più intensità, aggressività e spirito di sacrificio: nulla di tutto ciò si è visto. Pur elogiandone le qualità tecniche, ha ribadito più volte che il talento, da solo, non basta senza disciplina e applicazione quotidiana. Così come Allegri gli ha tirato le orecchie nella scorsa stagione.
Il livornese ha cercato di valorizzarne le caratteristiche senza trasformarlo nell’unico riferimento della squadra. «Il problema non è Leao, la priorità è la squadra». Un’idea condivisa da tutti, ora anche da Amorim. Il classe 1999, dopo aver annunciato prematuramente l’addio, si trova a dover ripetere la lezione anche dal nuovo allenatore? Stare in un grande Club come il Milan vuol dire anche questo.


