A due giorni dal derby contro l’Inter, La Gazzetta dello Sport ha intervistato l’ex centrocampista, ed oggi commentatore tv, Massimo Ambrosini, che con la maglia del Milan di stracittadine ne ha giocate ben 27, molti da capitano.
Le parole di Ambrosini
«Il derby a cui sono più legato? I due di Champions nel 2003. Ma in generale, tutti i derby sono stati un’esperienza incredibile: le due curve, il rumore dello stadio, l’adrenalina… Leao ne ha fatto una questione di vita o di morte? Sportivamente parlando lo è, almeno per il Milan che insegue. Vincere vorrebbe dire tornare a -7 dalla vetta e mettere un po’ di pressione all’Inter. Non credo che il campionato si riaprirebbe, anche se nel calcio non è mai vietato sognare. Il mio Milan recuperò 7 punti alla Lazio in 7 giornate nel 1999. Ma se mi avessero chiesto allora quanto credevo nella rimonta, probabilmente avrei risposto come adesso».
Ambrosini su Allegri e Chivu
«Max ha ridato un’anima al Milan, cominciando dalla solidità difensiva, che era la priorità. Per questo non credo ci si sposti dal 3-5-2. La missione di tornare in Champions è vicina. Chivu ha cambiato registro di recente, scegliendo una linea comunicativa più protettiva rispetto all’inizio. Il suo lavoro è stato eccezionale e non era scontato. L’unico neo è l’eliminazione col Bodo».
Ambrosini sul match di domenica
«Si deciderà a centrocampo. Non mi aspetto una partita apertissima, ma una battaglia soprattutto in mezzo. Magari decisa da un uomo a sorpresa: Fofana. Finora è stato sfortunato ben oltre i suoi demeriti. Mi piace il suo atteggiamento e non va dimenticato che ha dovuto adattarsi da mezzala. Esposito? Ragazzo serio e forte. Credo sia apprezzato da tutti perché trasmette la voglia di migliorare. Mi piace. Derby del futuro contro Camarda? Andiamoci piano. Camarda ha tre anni in meno di Pio, deve ancora fare uno step intermedio. Alla sua età, Esposito stava ancora in Primavera».


