A volte da italiani tendiamo a sminuire un po’ l’operato delle nostre istituzioni, siano esse politiche o sportive. In alcuni casi è un eccesso di zelo, più spesso a pensare male invece ci si azzecca. La tendenza inoltre purtroppo è non prendersi le proprie responsabilità. Il mix di questi due fattori, in un momento storico come questo, genera l’impasse nella quale ci troviamo ora.
Le parole di Malagò suonano sinistre in questi giorni, perché aggiungono dubbi ad una condizione già di grande incertezza. Affermare che non è certo che si riparta a metà giugno, ed in contemporanea vedere le squadre tornare ad allenarsi in gruppo, suona come una contraddizione in termini molto antipatica.
Oggi è attesa una presa di posizione più definita da parte della FIGC. Aver più certezze farebbe bene a tutti e consentirebbe di poter spostare l’attenzione anche su altri temi complicati, come la questione delle scadenze contrattuali da definire con deroghe speciali. Servirebbe buttar un po’ il cuore oltre l’ostacolo come è stato fatto in Germania e come stanno per fare anche Spagna.

