Da Bergamo a… Bergamo: l’evoluzione del Milan di Pioli

Stagione 2019/20, a Bergamo va in scena Atalanta-Milan, sfida tra continuità nelle file bergamasche e novità tra quelle rossonere. Gasperini contro Pioli, subentrato a Marco Giampaolo che ha trascinato il Diavolo nelle tenebre sotto la sua guida. Entrambe le tifoserie si aspettano una grande gara, con magari una squadra a tenere in mano il canovaccio della partita, ma quello che ne esce fuori dai 90 minuti è gioia per i nerazzurri e buio per i rossoneri. La Dea infligge 5 gol al Milan, una partita dominata in lungo e in largo, con tanto di Gasperini che a poco dal fischio finale si mette a saltellare in panchina, quasi a dire come un risultato simile non se lo aspettava nemmeno lui, felicità doppia quindi.

Da quel momento però, qualcosa cambia. Lo stesso Pioli in conferenza, spiega il sapore di questa batosta e di come una club come il Milan non possa subire umiliazioni simili. Rimboccarsi le maniche, capire i propri errori e ripartire verso la vetta del mondo, dove il Milan deve stare. Detto, fatto. Nel mercato invernale arrivano Kjaer, Saelemaekers e il grande ritorno di Zlatan Ibrahimovic, che si presenta così: “Sono tornato per vincere e riportare il club in alto”. L’esperienza si mischia alla giovinezza e Pioli, arrivato sotto lo scetticismo generale, è la persona giusta per guidare la squadra nella giusta direzione.

Dopodiché, ecco il lockdown, il mondo si ferma per mesi. A metà 2020, succede l’incredibile, il Milan rientra con voglia, rabbia, determinazione, forza, per far capire la realtà della squadra che è. Da lì, sino alla fine del campionato, il club e mister Pioli, non ne sbagliano una. Vittoria su vittoria, una squadra che gioca, affascina e segna. I tifosi non pensavano di rivedere la loro squadra del cuore in queste condizioni. Posizione finale: 6°, a -12 dalla Champions, un ritorno che manca da 7 anni.

Non fa in tempo a terminare la stagione che si riparte con lo scorso campionato 2020/21. Pioli ormai ha acquisito la fiducia del popolo rossonero, ha idee e riesce a trasmetterle alla squadra, si vede. Partenza da paura, si arriva alla sosta di Natale con lo scontro diretto con la Lazio. Il Milan ha metà squadra ai box, ma sembra non risentirne, il risultato è sul 2-2, poi il gol di Theo al 93′: rossoneri primi e campioni d’inverno. Arriva l’ultima partita della stagione, si gioca in casa dell’Atalanta, i rossoneri si giocano l’accesso alla Champions League, dopo averla sfiorata nella gara precedente contro il Cagliari (0-0). Non si può più sbagliare. Gli occhi di tutti i milanisti sono su quella gara, ma non solo. Ansia, paura, tensione. Ancora brucia la sonora sconfitta subita un paio di mesi prima, è il momento perfetto per il riscatto. L’uomo che ha determinato la stagione, l’MVP di quasi ogni match, Frank Kessie, termina il suo perfetto campionato siglando i 2 rigori concessi e riportando i 7 volte Campioni d’Europa di nuovo in Champions League. Gioia totale, merito di una squadra spettacolare, di un grande allenatore e di un Ibra in più.

A fine stagione, la squadra dei record: maggior vittorie in trasferta, squadra più giovane d’Europa, club a segnare il gol più veloce nei Top 5 campionati europei. 

Oggi, 3 ottobre 2021, il campione svedese spegne 40 candeline, si accinge a diventare il giocatore più anziano a segnare in Champions League. Oggi, il Milan torna in quel campo dove lo si è visto tornare nell’Europa che conta, contro la Dea, siamo solo ad inizio campionato, ma ora i rossoneri sono diventati una squadra di livello internazionale e sarà di nuovo battaglia.

La squadra del Milan (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
La squadra del Milan (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

 

 

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