Gli ultimi novanta minuti. Dentro o fuori. Poi ci si concentrerà sul mercato, con consapevolezze, sogni e soprattutto budget diversi. Il Milan è atteso dall’ultima prova della stagione per coronare il sogno Champions League ed uscire finalmente dal limbo per poter respirare e pianificare il futuro in maniera più concreta. Soltanto l’ultima gara della stagione separa il Milan dal Paradiso o dall’Inferno, dipende dal risultato, che si ripercuoterà inevitabilmente sul mercato.
Già, il mercato, perché il Milan dovrà attingere per rinforzare la rosa a prescindere dalla posizione in classifica per tornare ad essere protagonista anche il prossimo anno. Sul taccuino di Maldini, alla voce ‘attaccante’ c’è il pienone. Non solo di nomi ma anche di opportunità e di scelte difficili da fare per far convivere il nuovo acquisto con il totem Zlatan Ibrahimovic.
Zlatan Ibrahimovic, proprio lui che ha dato un’anima nuova alla squadra ma che dal punto di vista dei numeri non è stato l’acquisto perfetto che tutti si aspettavano. Lo svedese, alla soglia dei 40 anni, – come era preventivabile – è stato perseguitato dagli infortuni ed ha giocato meno della metà delle partite. Per la restante parte il Milan se l’è dovuta cavare da solo. Qualche volta c’è riuscito, qualche volta no.
L’assenza di un vice Ibra si è fatta sentire sia prima che dopo il mercato di gennaio, quando si è cercato di mettere una pezza con Mandzukic che però ha passato il tempo in infermeria quasi più di Ibrahimovic stesso. Per questo motivo la priorità della prossima sessione di mercato per il Milan non è cambiata. Serve una punta. Serve una punta giovane, fisica, ma soprattutto integra.
Dato per certo l’addio di Mandzukic, ad Ibrahimovic dovrà essere affiancato un attaccante. Ma il dilemma sta proprio nel profilo al quale affidare parte del reparto offensivo. Un profilo giovane e con la voglia di crescere, che possa fare tesoro di tutti i consigli (ed i rimproveri) di un campione come Zlatan oppure un attaccante più esperto che possa risolvere i problemi evidenti della squadra, che si sono palesati contro il Cagliari? E’ questa la domanda che attanaglia la società ed anche i tifosi.
A dispetto della prima premessa, il nome accostato nelle ultime ore è quello di Olivier Giroud. La carta d’identità del francese dice 1986, 35 anni da compiere il prossimo 30 settembre ma esperienza da vendere. La cartella clinica non è neanche delle peggiori, con infortuni non gravissimi ed una forma fisica che sembra buona. In stagione ha giocato 31 partite ed ha segnato 11 gol ma il dato che spicca di più sono le 8 presenze in Champions League e le 6 reti che hanno permesso al Chelsea di andare sempre più avanti fino alla finale. Per quanto riguarda il profilo giovane invece, la punta visionata è Dusan Vlahovic, che ha segnato 21 gol in campionato ed è letteralmente esploso quest’anno, facendosi proiettare addosso i fari di mezza Italia e mezza Europa. Le richieste di Commisso sono altissime e l’investimento, qualora venisse fatto, sarebbe uno tra i più importanti che il Milan andrebbe a fare per mettere altri mattoncini sul futuro. L’aspetto negativo invece sarebbe legato al fattore esperienza, che Vlahovic ha maturato in Italia ma non ancora in Europa.

Proprio per questo aspetto e per altri, Maldini si chiede: meglio un colpo alla Giroud o un colpo alla Vlahovic? Il Milan dovrà risolvere questo rebus attaccante ma prima dovrà conoscere il proprio destino: la Champions porterà tutte le risposte o quasi, ma al momento bisogna solo conquistarla.


