Dopo la fine dell’ultima annata, in molti pensavano che questa sarebbe potuta essere la stagione di Ardon Jashari. La prima annata rossonera è stata condizionata dall’ambientamento, dalla concorrenza e da qualche problema fisico, ora invece ci si aspettava di vedere lo svizzero con maggiore continuità nell’undici titolare. Il suo minutaggio però è rimasto al di sotto delle aspettative.
Le gerarchie non sono ancora cambiate
Le premesse per un maggiore coinvolgimento sembravano esserci. Il Milan avrebbe dovuto affrontare una stagione più impegnativa e la presenza di Luka Modrić, ormai 41enne, rendeva quasi inevitabile pensare a una gestione più attenta del centrocampo. Il croato resta un giocatore fondamentale per qualità ed esperienza, ma è difficile immaginare che possa sostenere per tutta la stagione novanta minuti ogni tre giorni. Ed è proprio in questo scenario che Jashari avrebbe dovuto trovare maggiore spazio.
A complicare il quadro c’è anche Adrien Rabiot, che però Amorim può utilizzare più avanti, sulla linea dei trequartisti. Una soluzione che modifica gli equilibri e offre al tecnico diverse alternative, ma che non ha ancora portato a un aumento significativo del minutaggio dello svizzero.
La vera occasione arriva con le coppe
Non è però ancora il momento di parlare di bocciatura. Finora il calendario ha permesso al Milan di preparare le partite con maggiore tranquillità. Dalla prossima settimana, con l’inizio delle coppe europee, tutto cambierà: si comincerà a giocare ogni tre giorni e le rotazioni diventeranno una necessità. È proprio qui che Jashari dovrà farsi trovare pronto.
Le occasioni arriveranno, soprattutto considerando la necessità di preservare Modrić e di distribuire le energie su più competizioni. Ma avere spazio non sarà sufficiente: lo svizzero dovrà dimostrare di poter essere una vera alternativa e non soltanto un giocatore da utilizzare quando manca qualcuno.
Adesso tocca a Jashari
Il Milan ha bisogno che Jashari faccia questo salto. Non necessariamente diventando subito un titolare fisso, ma conquistando la fiducia di Amorim attraverso prestazioni convincenti. Quando arriverà la sua occasione, dovrà sfruttarla. Le partite ravvicinate gli permetteranno finalmente di avere quella continuità che finora è mancata. E da lì potranno cambiare anche le gerarchie.
La stagione è ancora lunga e il poco minutaggio delle prime giornate non può essere considerato una sentenza. Il vero esame comincerà quando il Milan sarà chiamato a giocare tre partite in una settimana. Modrić sarà ancora fondamentale. Ma per competere su tutti i fronti, il Milan avrà bisogno anche di Jashari.


