Guardando la probabile formazione del Milan per l’esordio contro il Torino, una domanda sorge spontanea: quando rientrerà Pulisic e Moreira sarà pronto a prendersi il posto da titolare, quanto potrà essere offensiva questa squadra senza diventare fragile?
Rabiot e Modric in mezzo, Bartesaghi e Saelemaekers larghi, Loftus-Cheek e Chukwueze alle spalle di Ramos. Una formazione ricca di qualità e talento, ma che porta con sé un interrogativo. Perché quando Moreira sarà pronto e Pulisic avrà ritrovato la condizione migliore, saranno presumibilmente loro due a partire dall’inizio. E a quel punto Amorim dovrà fare una scelta: privilegiare il talento oppure l’equilibrio?
Il nuovo acquisto Moreira
Moreira, per caratteristiche ma anche per l’investimento fatto dal Milan, difficilmente sarà destinato a un ruolo marginale. Può giocare da esterno o da trequartista e il suo ingresso rischia di creare un vero e proprio effetto domino. Immaginiamo lo scenario più offensivo: Moreira e Chukwueze larghi, Pulisic e un altro trequartista alle spalle di Ramos. Chi difende?
Il problema, infatti, non è mettere insieme i giocatori offensivi. Il vero tema è riuscire a mantenerne l’equilibrio. Nel calcio moderno, e soprattutto nel sistema di Amorim, gli esterni devono partecipare alla fase di non possesso e i trequartisti devono essere i primi difensori della squadra.
Con così tanti giocatori naturalmente portati ad attaccare, il rischio è quello di spezzare il Milan in due: una squadra molto pericolosa quando ha il pallone, ma vulnerabile appena lo perde.
Il ruolo di Saelemaekers
In questo senso, il ruolo di Saelemaekers diventa più importante di quanto possa sembrare. È probabilmente il giocatore che meglio può svolgere il ruolo di equilibratore: corre, si abbassa, copre la fascia e permette agli altri di esprimersi con maggiore libertà.
Questo porta a pensare che possa essere ancora lui uno dei titolari più sicuri sulla fascia, mentre Chukwueze, nonostante un ottimo precampionato, potrebbe rappresentare soprattutto un’arma dalla panchina.
Le alternative
Un’altra soluzione sarebbe modificare i compiti tattici di alcuni giocatori. Chiedere più copertura e meno spinta a Rabiot o Loftus-Cheek? Utilizzarli da trequartisti con compiti più difensivi, lasciando invece Pulisic più libero di muoversi? Oppure non cambiare nulla, accettando però che il lavoro dei due centrocampisti diventi enorme, con il rischio di consumare energie preziose durante ogni partita?
Saranno valutazioni che Amorim dovrà fare soprattutto dopo le prime gare. Perché il Milan più forte non sarà necessariamente quello con più talento in campo.
Sarà quello capace di far convivere il proprio talento senza perdere la propria struttura. Ed è questa, ancora più delle gerarchie tra Moreira, Pulisic, Chukwueze e Saelemaekers, la prima vera sfida di Amorim.


