Do ut des. Ci immaginiamo così il rapporto tra Gerry Cardinale e Ruben Amorim, proprietario e allenatore del Milan. Un rapporto che tra proprietà e tecnico è un unicum in casa rossonera negli ultimi 10 anni. Tra l’Italia, gli Stati Uniti e il Portogallo si è instaurato un collegamento importante nelle ultime settimane che solo il campo certificherà se proficuo o meno.
Un nuovo filo diretto
Complice un management senza grandi nomi e un proprietario voglioso di intervenire in prima persona, il portoghese si sta inserendo come una figura già chiave nelle strategie del club. La scelta di investire oltre 70 milioni di euro per Goncalo Ramos è un attestato di stima e responsabilità con il quale Gerry Cardinale dice a Ruben Amorim: tu indicami ciò di cui hai bisogno, io ti fornirò il necessario, poi toccherà a te trasformarlo in risultati nel più breve tempo possibile. Questo filo diretto sarà uno dei leitmotiv dell’estate, ma dovrà poi passare anche la prova del campo e della stagione. Cardinale sarà in grado di accompagnare in questo modo il suo allenatore anche in periodo di partite?
Quelle parole di Cardinale su Amorim e la fiducia totale
Nel momento dell’ufficialità, il fondatore e managing partner di RedBird aveva investito queste parole: «Seguiamo Ruben da anni. Il suo percorso allo Sporting è stato straordinario e rispecchia esattamente lo stile di gioco che stiamo cercando. È uno dei tecnici più preparati e innovativi della nuova generazione europea: giovane, ambizioso, con una chiara identità calcistica e un approccio tattico ben definito. Ruben crede in un calcio offensivo e ad alta intensità. La sua filosofia si sposa perfettamente con la nostra visione, e le sue qualità di leadership, unite alla capacità di far crescere i calciatori, ci hanno colpito profondamente. Crediamo in lui e siamo entusiasti di accoglierlo nel Club».
La fiducia, a maggior ragione dopo l’investimento per il centravanti tanto voluto da Amorim, è totale e continuerà così anche per il resto dell’estate con altri obiettivi e altre zone di campo da sistemare. Poi, com’è giusto che sia, sarà il tecnico a dover restituire con i risultati. Do ut des, dicevamo. Farlo con pedine volute dovrebbe facilitare il lavoro a tutti.



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