Dieci minuti finali di disperazione non bastano: l’Atalanta batte il Milan, solo senza Curva. Champions appesa a un filo

La cronaca di Milan-Atalanta, match terminato 2-3 allo Stadio Giuseppe Meazza in San Siro, valido per la trentaseiesima giornata di Serie A.

MILAN-ATALANTA PRIMO TEMPO

Inizia con una buona occasione il Milan che al 4′ va vicinissimo al vantaggio: botta dai 25 metri sulla sinistra di Rabiot e pallone che scheggia il palo ed esce. Poco dopo, però, passa l’Atalanta. Al 7′ Ederson è il più lesto in area di rigore a sfruttare una ribattuta difensiva sul tiro di Raspadori e piazza il tiro che batte Maignan. Al 29′ arriva anche il raddoppio: De Ketelaere imbuca per Krstovic che fa la sponda per Zappacosta, il quale, davanti a Maignan lo supera col sinistro. Al 34′ e al 36′ protagonista Leao: prima prende un giallo (era diffidato), poi si fa ipnotizzare da Carnesecchi dopo aver saltato un uomo in area.

MILAN-ATALANTA SECONDO TEMPO

Allegri cambia all’intervallo e inserisce Nkunku per Loftus-Cheek. La sostituzione non ha effetto e al 51′ la Dea cala il tris con Raspadori: riceve in area sul centro-sinistra e scarica il mancino sotto la traversa. Al 64′ sale in cattedra Carnesecchi: Nkunku entra in area e calcia, ma trova la pronta risposta del portiere nerazzurro. Sempre il francese al 75′ è pericoloso e colpisce la traversa: Fullkrug lavora spalle alla porta, il numero 18 calcia di prima intenzione, ma il legno dice di no. Il Milan ha una reazione d’orgoglio nel finale con la rete di testa di Pavlovic all’88’ su punizione di Ricci e con la rete di Nkunku su rigore al 94′, dopo esserselo guadagnato. L’arrembaggio finale, nonostante i 9 minuti di recupero, non porta al pareggio.

Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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