Da Sassuolo a Sassuolo: la caduta del Milan in quattro anni

Ci sono immagini che restano incise. Non scoloriscono, non si consumano. Il Milan che vince lo scudetto nel maggio 2022 a Sassuolo è una di quelle. Il Mapei Stadium invaso di rossonero, i gol, la corsa, l’abbraccio collettivo di una squadra che sembrava destinata a riaprire un ciclo. Era il Milan di Stefano Pioli, di Paolo Maldini, di un gruppo giovane e affamato che aveva trovato una propria identità. Non sembrava una semplice vittoria: era una promessa. La promessa di un futuro.

Una lenta trasformazione

E invece, quattro anni dopo, quello stesso stadio racconta tutta un’altra storia. Una sconfitta pesante, un Milan fragile, una classifica che torna a fare paura. La stagione 2025-2026 rischia di chiudersi con un incubo. Un’annata partita bene, i derby vinti, i discorsi scudetto, un obiettivo Champions alla portata che adesso però si è tremendamente complicato. E, scherzo del destino, lo scenario è lo stesso di quattro anni fa. Maledettamente diverso. In casa Milan è cambiato tutto. È cambiata la società, con l’addio di Maldini forse il vero spartiacque emotivo e tecnico. Sono cambiati gli allenatori: Pioli, poi Fonseca, Conceiçao e infine Allegri. Sono cambiati i giocatori, le gerarchie, le ambizioni, il gruppo. E soprattutto, è cambiata la percezione. Da squadra in crescita a squadra in costruzione continua.

Un solo trofeo e tante domande

In questi quattro anni, il Milan ha alzato un solo trofeo: la Supercoppa Italiana. Troppo poco, se rapportato a quel giorno di festa del 2022. Perché ciò che sembrava l’inizio di qualcosa di grande si è trasformato in un percorso frammentato, senza continuità. Ogni stagione è sembrata una ripartenza. Ogni progetto, incompiuto. E nel calcio, si sa, il tempo non aspetta. Le altre corrono, si strutturano, vincono. Il Milan, invece, ha vissuto una transizione costante, senza mai riuscire davvero a consolidarsi. E chissà che non ce ne sia una nuova da qui a breve, giusto per non farci mancare nulla e rivivere l’ennesimo – costante – limbo rossonero.

Nostalgia e speranza: il Milan tra passato e futuro

E allora il confronto diventa inevitabile. Quel Milan che esultava a Sassuolo era una squadra con delle certezze. Questo Milan qui invece sembra vivere di dubbi. Eppure, proprio in questo sta il fascino – e la malinconia – della storia rossonera. Perché il calcio è ciclico, ma non sempre lineare. Si cade, si risale, si riparte. La domanda è semplice quanto pesante: quel sogno può ritornare? Perché se il 2022 era una promessa, il 2026 è una riflessione. E tra le due, c’è tutta la distanza tra ciò che il Milan è stato… e ciò che ancora deve tornare a essere.

Milan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Davide Casentini / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Davide Casentini / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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