Derby d’Italia e non solo: l’Inter scappa nei ricavi, ma il Milan insidia la Juve

Se il campionato è una corsa a tappe, l’economia del calcio italiano ha appena registrato un cambio della guardia storico. L’Inter ha ufficialmente aggiornato il record di ricavi della Serie A, toccando quota 546 milioni di euro (al netto del player trading). Un balzo che ha permesso ai nerazzurri di strappare il primato alla Juventus dell’era Ronaldo, che nel 2018-19 si era fermata a 464 milioni. In quella che potremmo definire una vera e propria “staffetta” finanziaria, i campioni d’Italia in carica hanno tentato la fuga, ma alle loro spalle la geografia del potere economico sta cambiando rapidamente.

Il Milan alle costole della Signora

Come evidenzia l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, mentre l’Inter vola grazie ai proventi della Champions League, la Juventus si ritrova ora a dover guardare negli specchietti retrovisori. Il dato più rilevante per l’universo rossonero è infatti il prepotente ritorno del Milan: con 411 milioni di euro previsti per la stagione 2024-25, il club di via Aldo Rossi è ormai a un passo dai bianconeri, fermi a quota 420 milioni nonostante il rientro nelle coppe europee. Si tratta di un accorciamento delle distanze impressionante se si pensa al solco che la Juventus aveva scavato nell’ultimo decennio attraverso investimenti immobiliari e successi seriali.

Dal dominio degli anni Duemila al crollo post-Calciopoli

Per comprendere l’attuale assetto, è necessario volgere lo sguardo al passato. All’inizio degli anni Duemila, Milan e Juventus sedevano stabilmente nell’élite mondiale, occupando i primi cinque posti del ranking economico insieme a colossi come Real Madrid, Manchester United e Barcellona. Lo scandalo del 2006 e il successivo tramonto del mecenatismo milanese hanno però rimescolato le carte, favorendo l’ascesa industriale della Juventus di Andrea Agnelli. Il divario tra i bianconeri e le milanesi aveva toccato l’apice nel 2016-17, quando la Signora fatturava 143 milioni più dell’Inter e quasi il doppio di un Milan allora in piena transizione societaria.

L’effetto Champions e la nuova gerarchia commerciale

La svolta definitiva è arrivata con l’era post-Covid e le alterne fortune nelle competizioni europee. Se l’Inter è riuscita a monetizzare al massimo la finale di Champions League e la partecipazione al Mondiale per Club, la Juventus ha pagato caro l’anno di esclusione dalle coppe. Tra premi UEFA e botteghino, la differenza di fatturato tra chi frequenta il “giardino della Champions” e chi ne resta fuori oscilla intorno ai cento milioni di euro. In questo scenario, il Milan ha saputo sfruttare la visibilità internazionale per potenziare il proprio reparto commerciale, arrivando a insidiare il secondo posto della Juventus e confermandosi come la società più sana e in crescita costante nel panorama nazionale.

Inter-Milan: Hakan Calhanoglu e Luka Modric (Photo Credit: Nderim Kaceli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Inter-Milan: Hakan Calhanoglu e Luka Modric (Photo Credit: Nderim Kaceli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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