I club europei di massima divisione sono pronti a superare per la prima volta la soglia dei 30 miliardi di euro di ricavi nell’anno finanziario 2025. È quanto emerge dall’ultima edizione di “The European Club Finance and Investment Landscape” pubblicata dalla UEFA, e riportata da Calcio e Finanza, che analizza i principali indicatori economico-finanziari dei campionati continentali relativi alla stagione 2024/25.
Dopo il record di 28,6 miliardi registrato nel 2024, il sistema calcistico europeo continua dunque la sua crescita. In prospettiva storica il dato è ancora più significativo: tra il 2015 e il 2025 i ricavi sono aumentati di oltre 1,3 miliardi di euro all’anno, passando da meno di 17 miliardi agli oltre 30 miliardi attesi. Nemmeno la pandemia ha interrotto il trend, che negli ultimi anni ha anzi accelerato, con i quattro incrementi più rilevanti registrati dal 2019 in poi.
Come cambiano le fonti di ricavo
Nel medio periodo è mutata profondamente la composizione delle entrate. Negli ultimi dieci anni i ricavi televisivi dei campionati nazionali sono cresciuti del 59%, ma sono stati superati dall’aumento dei proventi derivanti dalle competizioni UEFA, saliti del 153%. Le sponsorizzazioni e le attività commerciali hanno registrato un incremento dell’82%, mentre gli incassi da botteghino sono cresciuti del 75%. Ancora più marcata la crescita dei proventi da trasferimenti, aumentati del 211%, pur non rientrando questi ultimi nel computo dei ricavi operativi.
La crescita ha interessato tutti i 54 campionati di massima divisione europei. Tuttavia, la concentrazione economica resta elevata: i cinque principali campionati generano il 73% dei ricavi complessivi, mentre i 25 club più importanti producono il 45% del fatturato totale. Le quote percentuali sono rimaste stabili, ma il divario in termini assoluti continua ad ampliarsi.
Diritti TV e divari tra campionati
I diritti televisivi rimangono il principale fattore di polarizzazione. Nel 2024 i club della Premier League hanno registrato ricavi TV superiori di 1,5 miliardi di euro rispetto al 2014. Nello stesso periodo, l’incremento complessivo dei diritti televisivi degli altri 53 campionati europei è stato pari a 1,6 miliardi.
Guardando alla stagione 2025/26, si prevede un aumento dei ricavi televisivi in undici mercati e una contrazione in cinque. Tuttavia, la crescita attesa per la Premier League sarà più che doppia rispetto a quella complessiva prevista nel resto d’Europa.
Il peso dei ricavi commerciali e dei brand globali
Sempre più determinanti risultano le entrate commerciali e da sponsor, oggi principale fattore di differenziazione tra club. Nel 2025 i ricavi commerciali complessivi dovrebbero superare i 10 miliardi di euro, diventando la prima fonte di entrate del calcio europeo.
Le differenze interne ai singoli Paesi sono molto marcate. In Germania il club leader genera ricavi commerciali pari a sette volte quelli del club medio; in Inghilterra e in Italia il rapporto sale a nove; nei Paesi Bassi arriva a dodici; in Turchia a tredici; in Francia a ventinove; in Spagna addirittura a trentasei. In questo contesto, i meccanismi di solidarietà e la distribuzione dei premi restano strumenti fondamentali per contenere gli squilibri.
I top club allungano ancora
I primi 25 club europei hanno registrato un fatturato complessivo di 14 miliardi di euro nel 2024/25, in crescita dell’11% su base annua, con venti società su venticinque che hanno toccato livelli record.
In testa si conferma il Real Madrid, con ricavi più che doppi rispetto al decimo club, il Chelsea, e oltre quattro volte superiori a quelli del ventunesimo, il Crystal Palace. Il divario tra l’ottavo club, il Manchester United, e il tredicesimo, l’Aston Villa, supera i 350 milioni di euro.
Tra le italiane, la prima è l’Inter, undicesima con 547 milioni di euro di ricavi, dato che non include la gestione dei diritti calciatori. Presenti nella top 20 anche Juventus e Milan, rispettivamente al quindicesimo e sedicesimo posto con 420 e 411 milioni di euro.
Costi in aumento e ritorno all’utile
I salari restano la principale voce di costo, assorbendo il 65% dei ricavi nel 2024. Anche le altre spese operative stanno crescendo rapidamente: dopo l’aumento record del 25% tra il 2021 e il 2022 legato al ritorno del pubblico negli stadi, si è registrato un incremento del 15% nel 2023, del 10% nel 2024 e di un ulteriore 12% nel 2025. La loro incidenza sui ricavi è salita dal 30% nel 2021 al 36% previsto nel 2025.
Nel 2024, grazie alla crescita dei ricavi e a un maggiore controllo sugli stipendi, i circa 700 club delle massime divisioni europee hanno chiuso con un utile operativo aggregato per la prima volta in cinque anni. Per il 2025 è stato finora dichiarato un utile operativo complessivo di circa 0,5 miliardi di euro. Undici club hanno superato i 50 milioni di utile operativo, guidati dal Real Madrid, dall’Inter e dal Manchester United. Perdite superiori ai 50 milioni sono invece state registrate dall’Olympique Lyonnais, dal Chelsea, dall’Olympique de Marseille e dall’RC Strasbourg.
I costi netti dei trasferimenti sono inoltre scesi drasticamente, passando dai 3,1 miliardi del 2021 ai soli 0,3 miliardi del 2024.
Debiti, asset e investimenti record
Gli oneri finanziari hanno superato 1,2 miliardi di euro nel 2024, con un incremento del 27%, e sono cresciuti di un ulteriore 20% nel 2025. I club italiani e turchi presentano i valori assoluti più elevati, mentre quelli portoghesi mostrano la maggiore incidenza in rapporto ai ricavi.
Il patrimonio netto dei club europei ha raggiunto 11,7 miliardi di euro nel 2024, in crescita del 20%, ed è atteso in ulteriore aumento nel 2025. Un numero record di 151 club ha beneficiato di aumenti di capitale per 3 miliardi di euro nel 2024, cifra che potrebbe essere superata anche nel 2025.
Gli asset complessivi dichiarati ammontano a quasi 54 miliardi di euro, inclusi 14,6 miliardi di valore contabile dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori. L’indebitamento complessivo è cresciuto dell’8% nel 2024 e del 5% nel 2025, con i debiti da calciomercato in aumento del 17%. Parallelamente, gli investimenti in stadi, centri di allenamento e infrastrutture hanno raggiunto 2,4 miliardi di euro nel 2024, record storico per il secondo anno consecutivo, e si mantengono su livelli elevati anche nel 2025.
Il calcio europeo continua dunque a espandersi, trainato da competizioni internazionali, brand globali e ricavi commerciali. Ma insieme alla crescita aumentano anche i divari economici e la pressione sui costi: una sfida strutturale che accompagnerà il prossimo ciclo finanziario del continente.


