Il Milan ha creduto in Bartesaghi sin dal primo momento. Già lo scorso anno, in quella famosa conferenza stampa con tutti i media presenti, Zlatan Ibrahimovic faceva capire come il ragazzo fosse osservato da molto vicino e, in caso di necessità, potesse essere il sostituto dell’allora titolarissimo Theo Hernandez.
Una crescita costante, tra scelte di mercato e fiducia
Da quel momento è passata tanta acqua sotto i ponti: Bartesaghi è passato dalla Primavera al Milan Futuro, per poi diventare un punto fermo della Prima Squadra, prendendo il posto di un terzino arrivato dalla Premier League. Theo si è trasferito in Arabia, con la dirigenza rossonera che ha deciso di monetizzare alla prima offerta più che ragionevole, vista anche la scadenza di contratto imminente. In panchina, invece, si sono succeduti tre allenatori: prima Fonseca, poi Conceicao e infine Massimiliano Allegri.
Insomma, da quelle dichiarazioni sono passati quasi due anni e sono invecchiate molto bene, anche perché oggi Davide Bartesaghi è diventato il titolare della fascia sinistra del Milan. Forse per farlo rifiatare, forse per non caricarlo di troppe responsabilità, Allegri gli ha preferito Estupinan nelle ultime uscite, ma la probabilità che il giovane azzurro torni dal primo minuto all’Olimpico contro la Roma è molto alta.
All’andata, dopo un primo tempo incolore e ricco di errori – più di timidezza e scarsa fiducia che tecnici – nel secondo tempo ha cambiato completamente volto, mostrando il giocatore che può diventare. Grande gamba, grinta e un piede forse ancora sottovalutato.

I numeri non sono quelli che fanno rumore: 2 gol e 1 assist in 18 partite possono sembrare pochi, ma è il contesto, è tutto ciò che mette in campo, a far luccicare gli occhi a tifosi e staff. Non a caso, si mormora che presto possa arrivare anche un adeguamento di contratto. In quel caso, sarà fondamentale avere le persone giuste al proprio fianco, ma questa è un’altra storia.
Bartesaghi: che prova ti aspetta all’Olimpico?
Tornando alla partita di domenica, la Roma arriva in un buon momento di forma: nelle ultime cinque gare sono arrivate tre vittorie consecutive in Serie A, una vittoria in Europa League e una sconfitta in Coppa Italia. Il Milan, invece, in campionato non perde dalla prima giornata: nelle ultime cinque ha vinto tre volte e pareggiato due.
Sarà importante per i rossoneri non farsi schiacciare subito, come successo all’andata, ma provare a mantenere il possesso per qualche minuto in più, per quanto non sia la qualità principale del Milan di Allegri. Le fasce saranno decisive, anche in base allo schieramento della Roma: Mancini non è al top ma dovrebbe giocare, con Celik favorito come quinto sulla corsia di Bartesaghi. Il turco è più difensivo che offensivo e non renderà la vita semplice al classe 2005 rossonero.
Dall’altra parte Saelemaekers resta in dubbio: qualora giocasse, avrebbe contro Rensch o Wesley, profili più offensivi. Ci saranno più spazi per attaccare, ma servirà anche maggiore attenzione in fase difensiva.
Di certo, comunque, si prospetta una partita intensa e combattuta. Il Milan non può permettersi passi falsi, la Roma nemmeno.


