Il Milan corre, ma solo nella ripresa: Allegri chiede continuità per restare nella corsa scudetto

La classifica dice secondo posto, un punto in più rispetto al Napoli e tre in meno dalla capolista Inter. E i 39 punti conquistati in 18 partite sono gli stessi che aveva raccolto il Milan di Pioli nel 2021-2022, stagione poi chiusa con la vittoria dello scudetto. I numeri sorridono, ma raccontano solo una parte della storia. Perché nel Milan di oggi ci sono ancora aspetti da sistemare e margini di miglioramento attraverso cui alimentare ambizioni che vanno oltre la semplice qualificazione alla Champions League.

La proiezione punti, al momento, tiene i rossoneri stabilmente nelle prime quattro posizioni, ma è chiaro che il pensiero possa spingersi un po’ più in alto. Per restare davvero agganciati alla corsa scudetto, però, serve un ulteriore salto di qualità.

Milan, il problema dei primi tempi e la differenza nei numeri

Negli ultimi due mesi il Milan ha spesso faticato ad approcciare le partite nel modo giusto, riuscendo poi a raddrizzarle soltanto nella ripresa. In otto gare disputate tra l’8 novembre e l’8 gennaio, la squadra di Allegri è andata all’intervallo in vantaggio soltanto in due occasioni: contro il Parma, partita poi finita 2-2, e contro il Verona, grazie al gol di Pulisic in pieno recupero.

Negli altri sei incontri sono arrivati tre pareggi a reti bianche contro Inter, Lazio e Cagliari, due sconfitte nei primi tempi contro Torino e Genoa e un 1-1 casalingo contro il Sassuolo. Gli esempi più recenti sono anche i più evidenti: primo tempo sofferto con l’Hellas, primo tempo sofferto a Cagliari, primo tempo sofferto contro il Genoa.

Le statistiche confermano questa tendenza. Nelle 18 partite di campionato fin qui disputate, il Milan ha tentato 98 tiri nei primi 45 minuti, con 27 nello specchio, mentre nella ripresa le conclusioni salgono a 159, con 61 tra i pali. Anche i dati sugli expected goals raccontano la stessa storia: 10.5 nel primo tempo contro i 18.6 del secondo, con 12 gol segnati nei primi tempi e 17 nella ripresa.

Numeri che pesano ancora di più se si considera come Allegri, avendo avuto pochi cambi a disposizione in molte partite, non abbia potuto modificare più di tanto lo spartito a gara in corso.

Il richiamo di Rabiot e il lavoro di Allegri

I punti sono comunque arrivati e il Milan è ancora imbattuto, ma per restare davvero in corsa serve maggiore continuità nell’arco dei 90 minuti. Un concetto chiaro anche all’interno dello spogliatoio. Dopo la sfida contro la squadra di De Rossi, è stato Adrien Rabiot, uno dei leader del gruppo, a richiamare i compagni.

«Ci diciamo sempre di partire forte, ma a volte non ci siamo con la testa. Nei secondi tempi facciamo meglio, ma non possiamo giocare solo 50 minuti a partita. Continueremo a lavorare su questo, sulla mentalità», ha spiegato il centrocampista francese.

Un messaggio che è stato al centro della conversazione post partita a Milanello. L’obiettivo, già a partire dalla sfida contro la Fiorentina, è quello di alzare il livello della prestazione sin dal primo minuto. Le caratteristiche della rosa sono ormai chiare, ma, come da comandamenti allegriani, ogni partita è un test utile per crescere.

Milan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Marco Canoniero / Shutterstock via IPA Agency)
Milan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Marco Canoniero / Shutterstock via IPA Agency)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

2 Commenti

Comments are closed.

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress