Paolo Scaroni ha rilasciato un’intervista ai microfoni del quotidiano la Repubblica nella quale ha parlato di San Siro e del nuovo stadio di Inter e Milan. Il presidente rossonero ha anche svelato che il club sta ragionando su San Donato per un ulteriore progetto: ecco le sue dichiarazioni.
“Finalmente abbiamo chiuso la prima parte della partita, quella fondamentale. Ci abbiamo lavorato per anni, forse troppi, io da sempre. E ora possiamo dire che faremo uno stadio moderno, efficiente, che vivrà tutti i giorni. Come avviene nelle più importanti città d’Europa, certo. Ma il nostro sarà più bello“.
Scaroni sul nuovo stadio: il prossimo passo
“Adesso comincerà per noi il secondo tempo che durerà due anni. Ma il progetto dello stadio lo mostreremo tra 7-8 mesi. San Siro è vecchio, ma ha una caratteristica fondamentale: si gusta benissimo la partita. Ecco, nel nuovo stadio si vedrà ancora meglio, perché gli spettatori saranno più vicini al campo e lo sviluppo ancora più verticale. Gli abitanti possono stare tranquilli perché lo stadio partirà da sotto e pur sviluppandosi in altezza sarà meno impattante. E poi sarà chiuso e quindi si sentiranno meno da fuori i rumori. Per loro il nuovo stadio rappresenterà un vantaggio. Darà valore alla zona“.
Su speculazione edilizia e cosa resterà del Meazza…
“Speculazione edilizia? Da parte di Inter e Milan non ci sarà alcuno spazio per questo. Faremo un albergo, la sede nostra e dell’Inter, un museo delle squadre e di San Siro, un piccolo centro commerciale di 15mila metri quadrati, ristoranti e bar. Il tutto immerso nel verde. Perché deve diventare un luogo da visitare sempre“.
Scaroni prosegue: “Cosa rimarrà del Meazza? Quello che ci ha chiesto la sovrintendenza, per mantenere vivo il ricordo. Tutti siamo legati al San Siro attuale, ma il passato non ci deve mai impedire di guardare avanti. L’esempio è l’Inghilterra con Wembley. Il cantiere per il nuovo stadio non ci farà ridurre gli spettatori“.
E su San Donato…
“San Donato un bluff? Tutt’altro, abbiamo speso 40 milioni per l’acquisto dell’area. Ci siamo mossi quando sembrava ormai tramontata la possibilità di un nuovo stadio a Milano. Certo, c’erano delle criticità, la mobilità era un problema. Però eravamo pronti. Tanto che stiamo lavorando a un’idea di rendere fruibile quello spazio sempre in ambito sportivo. Perché lo sport è la vocazione di RedBird e di Gerry Cardinale. Cessione del club? Non c’è nessuna ipotesi di cessione da parte di Cardinale, almeno nel medio termine“.
La promessa di Scaroni sul nuovo stadio
“Prometto modernità e innovazione. Milano è la città del fare, io, come tutti quelli che ci sono arrivati da fuori e i tanti turisti che la affollano, ne sono innamorato. Alla città e ai tifosi regaleremo lo stadio più bello d’Europa e ai residenti un quartiere rigenerato“.



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