L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ha intervistato Albertino Bigon, leggenda del Milan degli anni ’70. Queste le sue parole sui tempi rossoneri:
“Nereo Rocco mi chiamava el dotor. Per via del detto: ‘venessiani gran signori, padovani gran dotori, veronesi tuti mati, vicentini magnagati’. Con Rivera ho giocato dieci anni, compagni in campo, amici fuori. C’era feeling, ci si capiva al volo. Eravamo vicini anche di casa, io in via Washington, lui dalle parti di San Siro. Rivera è stato il più grande giocatore italiano. Ero centravanti, falso nueve. Ma il ruolo di libero mi piaceva, ero pronto, e invece proprio in quei giorni, e diciamo per fortuna, è nato il fenomeno. Franco Baresi, il meraviglioso Piscinin, giocatore di un altro livello. Sono rossonero per Nereo Rocco. Quando lui è passato dal Padova al Milan io sono diventato suo tifoso. Poi nel Milan ci ho giocato e vinto“, le parole di Bigon.


