Ex Milan, Tonali: “Pioli è stato come un padre per noi, ha creato lui quel gruppo. Una volta mi lasciò fuori per un ritardo…”

Sandro Tonali ha rilasciato delle interviste a Sky Sport e Cronache di Spogliatoio negli ultimi giorni a margine della conquista della Carabao Cup con la maglia del Newcastle. Ecco le parole dell’ex centrocampista rossonero dopo l’estratto riportato in precedenza.

“Il gol sotto la Curva Sud in Nazionale? Da quando abbiamo saputo della partita a San Siro ci pensi sempre, ogni volta che si avvicina la partita e passano le settimane, ci butti il pensiero. Giocando davanti ha più possibilità di segnare, è stato bello farlo a San Siro. Perché tutti i posti dove sono stato mi hanno sempre nel cuore? Non lo so, forse perché sono una persona molto normale, rispettosa e semplice. Mercoledì derby?! Nel calcio non si sa mai: spero che vada in un modo…“.

Sulla seconda stagione al Milan: “Nelle due partite di inizio stagione contro Sampdoria e Cagliari avevo dato un segnale sia a me stesso che al Milan che il giocatore era un altro. Mi sono accorto io da fuori, riguardando le partite, che c’era qualcosa di diverso. Quello mi ha aiutato perché ho detto: non ho difficoltà a giocare nel Milan, a San Siro con lo stadio pieno perché non l’avevo mai fatto causa Covid. Da lì, ogni partita aggiungevo quel mattoncino in più che mi aiutasse a semplificare tutte le cose. Ero molto felice perché non avevo grosse difficoltà. Questa impressione di giocare bene e riuscire a vincere, impegnandosi. Delle volte l’anno prima preferivo non giocare, oggi se non gioco una partita a casa è un delirio, lo sa la mia ragazza. Ci devono essere delle motivazioni, altrimenti mi dà fastidio. Preferisco che una persona venga lì a spiegarmi il motivo“.

Su Pioli: “Ho sempre detto che oltre ad essere bravo in campo, è stato bravo con noi a creare il gruppo, perché il gruppo l’ha fatto lui, nessun altro. Quando tu trovi giocatori che non giocano mai e amano venire al campo, che amano ed esultano quando segni il gol del 2-0 sono in panchina e non entreranno mai. Quelle cose sono difficili. Io guardo un po’ l’Inter di adesso: è bella da vedere perché ci sono giocatori che giocano veramente poco, non hanno mai il muso, se entrano un minuto e corrono. Guardo Frattesi che gioca poco, però quando gioca, fa i buchi nel campo, lascia il fuoco dietro. Il gruppo che avevamo noi era questo, non abbiamo mai avuto problemi nel gruppo e i pochi avuti il mister li ha risolti immediatamente. Non abbiamo mai tirato avanti alcun problema. Lui era bravo a gestire tutti e a far divertire tutti. Il Rebic di turno era felice, non giocava e poi giocava, facendo gol contro la Juve. Era un bel gruppo, si vinceva spesso e questo ti aiuta. Anche nei momenti di difficoltà, come dopo il 2-5 contro il Sassuolo in casa. Lì il mister è stato bravo: venivamo dal 4-0 fuori casa contro la Lazio, giochiamo a San Siro e perdiamo 5-2 contro il Sassuolo e dici che si è creata una cosa che non si può più mettere a posto. Lui è stato bravo, non so come, a coccolarsi tutti i giocatori senza far rompere questo gruppo. Adesso ci sentiamo molto spesso. Lui prima della partita veniva da me, da Franck (Kessie, ndr), si abbracciava tutti i centrocampisti, da Bennacer. Lui giocava molto con noi, l’anno dello scudetto giocavamo con due centrocampisti, poi abbiamo iniziato a cambiare anche a tre, ma l’anno dello scudetto con i due centrocampisti giocavamo a uomo a tutto campo e sapeva che aveva bisogno di noi perché facevamo sia fase offensiva che difensiva. Kessie quell’anno lì lo trovavi dappertutto, in porta e nell’altra porta. Ci chiedeva molto, ma allo stesso tempo veniva lì a chiederti se avessi avuto dei problemi. Era molto padre con noi. Al gol contro la Lazio, correndo si è strappato, forse è anche l’età c’è da dire (sorride, ndr). Una volta mi lascio fuori perché avevo saltato sia la colazione che la riunione. Feci un ritardo di 40 minuti, ma la svegli la mattina è un mio problema… Lo avrò sempre. Anche quando ho spinto Acerbi, io non mi sono accorto che ci fosse lui o un altro difensore, lo stop è stato istinto. Se mi fossi accorto dei due difensori, avrei calciato prima. Il gol contro il Southampton è molto simile a quello contro il Verona sull’assist di Rebic. Noi lavoravamo spesso con Luciano Vulcano e il figlio del mister su questa cosa che se giochi a uomo su uomo e parte il centrocampista, con la punta che si allarga, è imprendibile. Credo avessimo subito un gol contro l’Inter da Brozovic. Ci provavamo spesso, ma ci veniva pochissime volte perché è difficile capire quando parte il centrocampista, spostarsi e portare fuori il difensore centrale. E una volta che riesci a fare questo, devi avere qualcuno che ti mette la palla. Ci è capitato in una ripartenza contro il Verona una volta e l’abbiamo festeggiato come fosse il gol più bello del mondo. Anche la tattica che facevamo, si ricollega al gruppo che aveva creato Pioli. Lavorava in campo, fuori dal campo c’erano i due difensori centrali, i due centrocampisti e Theo che faceva parte di tutto, attacco e difesa. Quell’anno lì faceva quello che voleva, con Calabria bloccato“.

Sull’amicizia con Sinner: “Nasce da io che seguivo il tennis e lui che è milanista. Tramite il team manager del Milan ho scoperto che voleva venire a tutti i costi a Milanello e conoscere il Milan. La prima volta che è venuto a Milanello ci siamo scambiati maglia e racchetta. Da lì l’ho conosciuto veramente, dopo diversi mesi. È la persona più semplice del mondo, quello che vedi in tv è lui, non ci sono cambiamenti. È uno sportivo e un campione. Secondo me era più lui fanboy di me all’inizio, a distanza di sei mesi da quell’incontro è il contrario“.

Sulle partite di amici che guarda: “In passato seguivo tanto, adesso mi sono stabilizzato su Brescia e Milan, anche per Giulia la mia ragazza“.

Sulla sua difesa del pallone: “L’ho sempre avuta e me l’ha fatta notare Maignan nel Milan. Un giorno Mike fece una riunione, in un momento in cui non stavamo andando bene, in cui elencò una caratteristica di ogni giocatore e la mia era che non mi portavano via la palla quando la proteggevo. Da quando mi ha detto questa cosa ho capito che era proprio una mia caratteristica questa difesa del pallone, che comunque al Milan già facevo spesso. Me lo disse a modo suo, molto diretto, ma a volte le persone molto dirette ti fanno capire cosa pensano veramente di te. Da lì me la sono portata avanti anche in Inghilterra”

Italia: Sandro Tonali (Photo Credit: IPA Agency)
Italia: Sandro Tonali (Photo Credit: IPA Agency)

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress

I nazionali di martedì 6 ottobre: in campo Modric e Jashari

Tredicesima giornata di impegni nazionali per i rossoneri convocati...

Serie A, le punte più preziose secondo Transfermarkt: Goncalo Ramos giù dal podio

Chi sono gli attaccanti di maggior valore nel nostro...

Frosinone, Alvini: «Con la Cremonese pareggiai 0-0 contro il Milan, ma…»

Massimiliano Alvini, allenatore del momento con il suo Frosinone...

Nations League, che partita Francia-Belgio 4-1! Moreira protagonista, Maignan e Rabiot…

Finisce allo Stade De France una partita incredibile per...