Milan, sarà l’ennesima stagione sull’ottovolante? Anche a Monza tanta confusione, così pure il 4° posto diventa complicato

I tre punti e basta. All’undicesima giornata il Milan trova finalmente la prima vittoria esterna della stagione, mantenendo la porta inviolata, ma, diciamocelo da tifosi franchi ed onesti, da esultare c’è poco. La sfida dell’U-Power Stadium contro il volenteroso Monza di Sandro Nesta ha infatti lasciato tanti interrogativi nell’ambiente milanista. La sensazione primaria, al di sopra di tutte le altre, è che, ad oggi – nonostante le dichiarazioni ottimistiche di Fonseca (“Io vedo una squadra che gioca bene. Siamo sulla strada giusta“) – non si riesca a capire se il tecnico portoghese abbia realmente in mano lo spogliatoio e se soprattutto la squadra lo segue in tutto quello che l’ex Lilla propone o vorrebbe proporre.

L’ennesima, e sbagliata a modesto parere di chi scrive, panchina di Leao ha proposto ancora una volta un Okafor volenteroso ma non troppo incisivo, in difesa si continua a ruotare i centrali senza sapere quale possa essere la coppia titolare e più affidabile. A centrocampo, Fofana e Rejnders sono due giganti, ma le loro riserve non sono alla stessa altezza. In Brianza, il Milan ha giocato un pessimo primo tempo, in balia degli avversari, graziata più volte dai biancorossi, salvata da un Maignan che ha voltato pagina dopo gli errori contro il Napoli e da un arbitro che ha annullato un gol con una decisione difficile da digerire per chiunque l’avesse subita. E, poiché il calcio è tutto fuorché una scienza esatta, quando avrebbe meritato di prenderlo, il Milan il gol lo ha segnato.

Milan, così non va

Nel secondo tempo, fortunatamente per noi, il Monza ha perso consistenza e compattezza, offrendoci tante occasioni per il raddoppio, tutte cortesemente declinate dai “Fonseca Boys”. Il rischio del Milan a breve-medio termine è che con questi prodromi si vada a vivere l’ennesima stagione sull’ottovolante, un’annata di alti e bassi, come le due che hanno preceduto quella attuale. Una “vocazione” a farsi del male che può portare magari a vincere un paio di partite, per poi perderne una, magari un pareggino scialbo, un altro paio di vittorie e così via.

Una squadra, in altre parole, che si accede e si spegne, e sappiamo benissimo che in questo modo – in un campionato come quello italiano, soprattutto in una stagione come quella attuale dove ci sono almeno sette squadre che possono ambire ad una posizione nell’Europa che conta – diventa difficile anche solo conquistare la quarta piazza della classifica. Ecco perchè servirebbe tutto un altro Milan, e non fa nemmeno troppa differenza che l’avversario di turno sia il Real Madrid o il Cagliari, la Juventus o lo Slovan Bratislava (tanto per citare i prossimi), perchè questa squadra, purtroppo, può soffrire contro chiunque…

X: @Juan__DAv

Milan-Udinese: Filippo Terracciano, Ruben Loftus-Cheek, Christian Pulisic, Strahinja Pavlovic (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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