Lo storico dirigente rossonero, poi divenuto team manager, Silvano Ramaccioni ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport. I ricordi del passato tra allenatori e attaccanti: ecco le sue parole.
Sui grandi allenatori rossoneri: “Il rapporto con Sacchi? Splendido. Ci ha insegnato a giocare in trasferta come in casa. Ogni tanto usciva dalla panca, scattava e lo bloccavo. Arrigo, vieni qui. Siediti. Capello? Tosto, duro. Una volta uno dei nostri sbaglia un gol e lui che non sapeva come sfogarsi mi molla un cazzottone alla spalla. Mi ha fatto star male tutta la notte e pensavo: domani faccio le lastre. Poi è passata. Eh, ne abbiamo viste tante, scudetti e anche fagiani. Andavamo a caccia assieme. Zaccheroni? Una persona veramente perbene, un signor tecnico. Eravamo molto legati, abbiamo vinto uno scudetto incredibile. Siamo stati bene con lui. Ancelotti? Un mio giocatore e un mio allenatore. Carlo, uno di famiglia. Un amico, un fratello minore. Come altri bravi, bravissimi ragazzi, in campo. Un bacio a Paolo Rossi, il mio caro Pablito a Perugia e al Milan. Io ero Rama e loro i miei cuccioli. Ma vorrei ricordare tutti gli altri tecnici: Galbiati, l’elegante maestro Tabarez, Cesare Maldini, Leonardo, Allegri, Seedorf, Inzaghi e ultimo Mihajlovic. Tutti pesci del mio stagno“.
Sui grandi attaccanti rossoneri: “Chi dopo Van Basten? Shevchenko, Weah e Pippo Inzaghi. Top class assieme a Marco, non si discute. Quando Sheva si è presentato a Milanello con il suo sorriso uno di noi, non ricordo chi, gli ha detto: che bel fioeu, hai una faccia da pallone d’oro. Weah Pallone d’Oro? Al Milan c’era la corsia preferenziale, l’hanno vinto in diversi, anche Jean Pierre Papin. Pensi che di Weah all’inizio dicevano che trascinava i piedi. Eh, a volte ci si sbaglia. Ma ce ne sono stati tanti altri. Super Pippo in testa, e Massaro, hanno segnato e ci hanno fatto vincere. Ibrahimovic? Mi ha regalato la gioia dell’ultimo scudetto, con Allegri in panchina. Ibrahimovic è da top class. Anzi, è il pilota dell’aereo“.


