Giorgio Furlani è intervenuto al Social Football Summit in corso di svolgimento allo Stadio Olimpico di Roma. Queste le sue parole:
“Stadio? Il progetto San Siro non è più fattibile. Ci siamo buttati su San Donato, siamo all’inizio di un percorso lungo. Pronostici? Preferisco non farne. In Italia non è facile, ci troviamo in problemi come gli stadi e la lotta alla pirateria. Il settore calcistico storicamente non attrae investitori istituzionali, non tutti gli operatori sono uguali. Non per forza un investitore istituzionale azzecca.
Il Decreto Crescita è l’unica leva che rende il calcio italiano relativamente competitivo rispetto agli altri campionati. A me sembra un totale controsenso e una pazzia cambiare una norma che ci permette di andare verso la strada giusta. Il calcio non è un giocattolo, ma è un’industria attraverso cui il paese ha un ritorno di immagine. L’idea che si vada a fare il canale della Serie A con ricavi maggiori è un’idea innovativa ma non è senza rischi. Non c’è una prova che dimostri che questa sia la strada giusta.
Lanceremo il nostro quarto kit con un design americano. Vogliamo implementare il business. Crescere in America va bene, ma l’importante è crescere. Se vinci lo Scudetto è più facile pareggiare il bilancio. Vittoria in campo porta vittoria sul bilancio e viceversa. Il nostro progetto si basa sul successo sportivo, che crea un successo finanziario. Sono entrato nel Milan quando stava per fallire, il mio non è un lavoro qualsiasi. Sono molto fortunato. Il mio sogno era fare il centravanti.
Arabia? Se faccio un’analisi da economista, se in un’industria di mercato c’è un nuovo entrante che porta innovazioni e idee mentali, questo non può non essere una cosa buona. Per me l’ingresso dell’Arabia Saudita nel calcio mondiale è un’opportunità“.


