Continua il braccio di ferro sulle tasse del calcio. Il Governo è inflessibile: “Niente deroghe”

Continua il braccio di ferro tra il Governo e il mondo del calcio con riferimento al quasi mezzo miliardo di tasse che il calcio professionistico dovrebbe pagare entro il prossimo 22 dicembre. La Lega di Serie A vuole versare la quota rateizzata senza interessi e sanzioni, mentre il governo non ci sta: lo sport non può fare eccezione e deve essere trattato come tutti gli altri ambiti nazionali. Si va, insomma, verso il 3% di multa per accedere al meccanismo delle rate in 5 anni.

Secondo quanto riporta quest’oggi il quotidiano La Stampa, a novembre il governo Meloni aveva dato disponibilità a inserire la rateizzazione nel Dl Aiuti a patto che le società di calcio si impegnassero a un mercato dei cartellini “a saldo zero, perché non si può permettere che i soldi non pagati al fisco vengano utilizzati per comprare nuovi calciatori”. Poi il governo ha cambiato idea.

Serie A

Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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