È difficilmente comprensibile per molti come Okafor abbia avuto così poco spazio negli ultimi 12 mesi della sua carriera. Nel precedente corso tecnico rossonero ha avuto poche chance, il più delle volte è stato utilizzato in situazione sportivamente disperate e nonostante tutto spesso ha risposto segnando.
L’europeo sembrava pertanto l’occasione per potersi prendere delle rivincite. Anche con la Svizzera non partiva titolare sulla carta, ma solitamente in kermesse di questo tipo tra turnover ragionati e partite da provare a riprendere all’ultimo, c’è possibilità di farsi veder per gli attaccanti. Ed invece insospettabilmente Noah è stato uno dei pochi della rosa a non mettere piede in campo, ed è singolare perché gli elvetici son andati ben oltre le tre gare del girone.
Vista la strada percorsa dai rosso crociati ad Euro24, Okafor non è rientrato presto a Milanello. Questo aspetto ha in qualche modo incentivato le voci di mercato, e giocoforza intanto non c’era nemmeno maniera di farsi vedere dal nuovo allenatore. I rumors ancora non si sono sopiti anche se la stagione è iniziata, col solito minutaggio limitato e il solito gol decisivo di Noah.
Le sue statistiche in Serie A sono davvero importanti: un gol o un assist ogni 97 minuti. Cifre di chi davvero incide sempre e lo fa anche se impiegato quasi sempre in partite compromesse o di ampio turnover, quindi mai in situazioni tatticamente confortevoli.
La discussioni post Torino in parte hanno interessato il parco attaccanti. Tanti ritengono si debba metter mano, ma forse a volte ci si dimentica che il vice Morata dovrebbe e potrebbe esser proprio Oka, magari in gerarchia anche prima di Jovic. Chiaro che sia stato scelto l’estate scorsa come cambio di Leao a sinistra, ma cosa si può chiedere di più ad un attaccante se non di buttarla dentro?
La sensazione è che non sia stato ancora valorizzato abbastanza, ma il suo atteggiamento sempre positivo e da grande professionista dà concreta speranza sul fatto possa esser la sua stagione. L’ambiente lo apprezza, i tifosi si son affezionati. Siamo sicuri che tutti preferirebbero restasse e si affermasse nel Milan, naturalmente con più opportunità.

