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“Sembra che vincere, perdere e pareggiare non faccia differenza”: Milan, senza obiettivi rischi di diventare un’abitudine

C’è tanta rabbia da parte dei tifosi. L’onestà intellettuale porta a pensare che la Coppa Italia non sia una “coppetta” mai, figuriamoci quest’anno visto il Power Ranking delle avversarie che hanno preso ai quarti di finale. Il Milan, nell’anno in cui tutto è andato storto, non doveva prendere l’impegno contro l’Atalanta sottogamba. E la risposta finale da parte dello stadio e dei tifosi, che sui social se la sono presa con chiunque (tralasciando la tremenda gestione arbitrale, argomento ormai giornaliero questa stagione), è di quelli che non possono sopportare l’ennesima goccia di un vaso traboccato da tempo.

I milanisti sono stufi della squadra che gioca bene ma non benissimo nella prima frazione del gioco, trova il gol del vantaggio con la solita asse mancina del campo e poi si squaglia dopo nemmeno un minuto. Da lì in poi si va a trotto nel rettangolo verde, perdendosi d’ispirazione nelle giocate e sperando in un Leao forse in serata troppo di solitaria. Quasi a dire: “Palla a Rafa e poi preghiamo“. E tutto questo mentre la partita era ancora in pareggio, quando il tabellino parlava di equilibrio. Il calcio di rigore (un grosso boh) al sessantesimo e poco meno ha spento la partita. Mancavano trenta minuti per recuperare, ma di pericoli per l’Atalanta non se ne sono visti. E lo stadio, giustamente, ha risposto con: “Basta! Fischiate!“. 

La mancanza di verve in una partita come questa è inaccettabile. Anche perché poi sui social i calciatori si sono schierati con la rabbia di chi voleva dare di più, ma solo contro il direttore di gara. Ogni tanto è giusto fare mea culpa, partendo dalla preparazione della partita: un acerbo terzino, seppur di talento, come Jimenez difficilmente può contenere le ripartenze bergamasche e Musah sulla fascia è fuori ruolo. Fare esperimenti non è stato molto utile, anche se è vero che è facile parlare dopo. 

Stefano Pioli, dopo un Roma-Milan del 2020, disse: “Sembra che vincere, perdere e pareggiare non faccia differenza“. Ecco, per il resto della stagione (togliendo l’Europa League, ultimissimo impegno da non sbagliare MAI), assistere alle partite del Milan sarà solamente un’abitudine. Perché a gennaio si sta senza obiettivi a sperare nelle vittorie di uno piuttosto che dell’altro. Ed è una grossa sconfitta, perché la Curva quel “Basta!“, l’ha tirato fuori con la voglia di andare in ferie e pensare al futuro. Ti chiami A.C. Milan. Che desolazione. 

Curva Sud Milan
Curva Sud – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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