Parte del titolo, lo trasformiamo in una domanda: Allegri ha trovato la chiave? Dopo il pareggio di Roma, il Milan ha trionfato sul campo del Bologna di Vincenzo Italiano nonostante le numerose assenze. Tante defezioni che solo qualche settimana fa avrebbero probabilmente inciso sulla prestazione e sul risultato. Oggi qualcosa è cambiato.
Un valore aggiunto
Con il lavoro, il tempo e soprattutto con la capacità di far sentire tutti coinvolti, Massimiliano Allegri sta riuscendo a tirare fuori – e continua a farlo – il meglio dalla sua rosa. Anche quando le rotazioni sono forzate, anche quando il contesto sembra sfavorevole.
Il concetto chiave è uno solo: tutti sono importanti, indipendentemente dal minutaggio o dalla posizione in campo. La partita del Dall’Ara racconta con precisione la crescita del Milan e la sua nuova capacità di valorizzare ogni singolo elemento. I segnali sono evidenti. De Winter gioca un’altra gara di spessore e apre seriamente il ballottaggio con Tomori per il futuro. Athekame interpreta la partita “alla Saelemaekers”: attento in fase difensiva, incisivo quando c’è da spingere. La coppia inedita Loftus-Cheek–Nkunku risponde presente, interpretando alla perfezione le richieste del tecnico. Risultato? Un gol a testa.
Tutti importanti
E poi la panchina, finalmente risorsa e non semplice contorno: Ricci e Jashari entrano con ordine e intensità, mentre Fullkrug, come spesso accade, in pochi minuti crea due situazioni che mandano in affanno la difesa rossoblù.
Giorno dopo giorno, Allegri sta inserendo tutti dentro l’ingranaggio, dosando uomini e responsabilità, coinvolgendo anche chi gioca a sprazzi ma facendolo sentire parte del progetto. Il tutto con un solo obiettivo dichiarato: la corsa al quarto posto. Che oggi resta il traguardo minimo, ma che tra qualche mese potrebbe anche significare qualcosa di più.


