In casa Milan continua a far discutere la convivenza tra Giorgio Furlani e Igli Tare. Come racconta Tuttosport, all’interno del club rossonero si respira la sensazione di una società divisa, con visioni diverse sul mercato e sulla gestione sportiva.
Una dinamica che, in realtà, non è nuova nella storia recente del Milan. Già nel 2013 la convivenza tra Barbara Berlusconi e Adriano Galliani segnò una prima frattura. Successivamente, durante l’era Elliott, le idee di Maldini, Boban e Leonardo spesso si scontrarono con i paletti imposti dall’amministratore delegato Ivan Gazidis. Nonostante tutto, nel 2022 arrivò il sorprendente Scudetto, prima dell’addio di Maldini nell’estate 2023.
Strategie diverse sul mercato
Tare è stato scelto la scorsa estate dopo diversi “provini” voluti proprio da Furlani, nonostante Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic lo avessero individuato da tempo come profilo ideale. Alcune mosse recenti sembrano però raccontare visioni differenti: gli acquisti di Ricci e Jashari, arrivati dopo l’operazione Modric chiusa da Tare, ma anche l’avanzamento della trattativa per Andre del Corinthians tramite un agente vicino a Furlani.
Massimiliano Allegri, dal canto suo, non entra nella questione – almeno pubblicamente – mantenendo il suo consueto spirito aziendalista. In estate però il tecnico si aspetta rinforzi esperti e pronti a lottare per Champions League e Scudetto, nella speranza che le divisioni interne possano ricucirsi. Anche se, al momento, la sensazione è che non sarà semplice.



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