Tutti i dubbi riguardanti la vendita di San Siro a Inter e Milan: tra storia, mancati render e proprietà a lungo termine

Tuttosport fa un resoconto della questione riguardante la vendita di San Siro e delle aree circostanti a Milan e Inter. Il Consiglio Comunale si riunirà il 29 settembre per votare la delibera già approvata in precedenza dalla Giunta. Paolo Scaroni, presidente rossonero, giura che sarà lo stadio più bello del mondo: da 71mila posti, ben 15mila saranno riservati alla zona “corporate“, perché l’anello popolare rappresenta costi alti ed una resa bassa in prospettiva.

Il Consiglio si trova in difficoltà, perché si trova a votare un progetto che esiste in forma astratta. Nessun render ma tante idee, affidate a Norman Foster e sviluppate per rendere il quartiere un vero e proprio centro economico a Milano, con hotel e negozi a rendere vivibile lo stadio tutti i giorni.

I Club hanno bocciato il progetto di WeBuild, assicurando le istituzioni politiche di avere in mano qualcosa di più interessante. Solo il 9% della vecchia Scala del Calcio rimarrà in piedi, ma è da vedere cosa accadrà con il vincolo storico del secondo anello, il quale scatterà dal 10 novembre: da quel momento in poi sarà vietato toccarlo. 

Infine due questioni: la UEFA vorrebbe utilizzare lo stadio come sede di alcune partite di EURO 2032, ma servono importanti lavori di manutenzione…che nessuno vuole sostenere. E l’operazione sull’area dovrebbe concludersi nel 2035, con RedBird e Oaktree (fondi proprietari di Milan e Inter) difficilmente ancora presenti nell’organigramma gestionale delle società.

Progetto ION Fund: San Siro interrato
Progetto ION Fund: San Siro interrato

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