L’inedito (o quasi) Franco Baresi: tre storie dietro le quinte che raccontano il capitano meglio di qualsiasi trofeo

Le vittorie, le coppe, la fascia da capitano e il numero 6 ritirato raccontano il calciatore. Molto meno conosciuti sono, invece, gli episodi che spiegano davvero chi fosse Franco Baresi lontano dai riflettori. Piccoli gesti, scelte spontanee e momenti rimasti nella memoria di chi li ha vissuti. Tre storie che, forse più di qualsiasi statistica, aiutano a capire perché il suo nome sia diventato un patrimonio che va oltre il Milan.

Le 39 rose per l’Heysel

Nel 1990 il Milan è in Belgio per affrontare il Malines. Le autorità non vogliono commemorazioni ufficiali per le 39 vittime dell’Heysel. Franco Baresi, insieme al dirigente rossonero Paolo Taveggia, decide comunque di recarsi in silenzio davanti all’ex Curva Z con 39 rose rosse, una per ogni persona che perse la vita il 29 maggio 1985. Nessuna telecamera, nessuna ricerca di visibilità: soltanto un gesto di rispetto. Anni dopo i tifosi della Juventus lo ringrazieranno con uno striscione che dice tutto: «39 volte grazie». È uno degli episodi meno raccontati della sua carriera, ma forse quello che descrive meglio la sua sensibilità e la capacità di mettere l’umanità davanti a qualsiasi rivalità.

Novanta minuti con la maglia del Perugia

Esiste una fotografia che sembra impossibile: Franco Baresi con la maglia del Perugia. Eppure accadde davvero il 14 ottobre 1979. Il Milan arrivò a Pian di Massiano senza le divise di riserva, dimenticate a Milanello dal magazziniere. Per evitare la confusione cromatica con i biancorossi umbri, il Perugia prestò ai rossoneri una dozzina di terze maglie azzurre con il Grifone sul petto. Baresi, allora appena diciannovenne, scese in campo senza fare una piega. Un episodio curioso che racconta un calcio molto diverso da quello di oggi, ma anche il carattere di un ragazzo per il quale contavano il rispetto del gioco e degli avversari molto più dell’apparenza.

La finale di Atene vinta sul pullman

Il 18 maggio 1994 Baresi è costretto a saltare per squalifica la finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona. Sul pullman che porta il Milan allo stadio, però, il capitano prende la parola. Chiama attorno a sé Maldini, Tassotti, Donadoni e Filippo Galli, analizza gli avversari, disegna su un foglio i movimenti difensivi e affida proprio a Paolo Maldini la responsabilità della linea arretrata. Fabio Capello ascolta tutto in silenzio e, al termine, chiude il discorso con una frase rimasta nella memoria: «Ragazzi, ha già detto tutto il capitano. Andiamo a vincere questa coppa». Finirà 4-0 per il Milan. Anni dopo Maldini racconterà che il vero passaggio di consegne avvenne proprio lì, su quel pullman. Perché Franco Baresi aveva una qualità rarissima: riusciva a cambiare una partita anche quando sapeva che non avrebbe potuto giocarla.

Franco Baresi e Paolo Maldini
Franco Baresi e Paolo Maldini

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