Intervistato dal Corriere della Sera, il centrocampista del Brescia Sandro Tonali ha parlato del coronavirus e dei temi principali riguardanti la Serie A ed il calciomercato. Il tutto senza nascondere la sua fede milanista ed il suo idolo Gattuso. Queste le sue parole:
Sull’emergenza coronavirus: “Si è giocato anche troppo, prima di interrompere. Ricordo l’atmosfera surreale della partita contro il Sassuolo, l’ultima. Non aveva senso. Qui parliamo di morti, di ospedali, di salute. Il pallone è una festa. Io posso anche essere pronto a giocare, ma la gente lo è? Festeggiare per un gol? Arrabbiarsi per una sconfitta? Con quello che sta succedendo? Non scherziamo. La mia famiglia è a Lodi, io vivo a Brescia. Non vedo il mio papà e la mia mamma da due mesi. Il calcio è una cosa, la vita vera un’altra. E lo dice uno per il quale il calcio è tutto, un sogno che si sta avverando”.
Sul futuro: “Per il momento non ci penso. A me interessa chiudere al meglio la stagione, perché sento di avere ancora molto da dare al Brescia e a Brescia, che ha creduto in me. Poi, vedremo. Cellino? Mi vuole bene, come un figlio. E io voglio molto bene a lui, mi dà sempre consigli importanti. Un po’ fa effetto sentire certe cifre, ma io sono sempre abbastanza calmo e sereno, è una mia qualità”.
Sulla fede milanista ed il suo idolo passato e presente: “Si, sono milanista ed il mio idolo è da sempre Gennaro Gattuso. Adesso che non gioca più però mi ispiro tanto a Luka Modric”.
Sul paragone con Pirlo: “Colpa dei capelli, ma non mi dà fastidio, figuriamoci. Per me però non è un paragone adatto. Avere somiglianze è una cosa, ma poi in campo è tutto diverso, Pirlo aveva una qualità pazzesca. Non so chi riuscirà a raggiungerlo”.

