Prima dell’inizio della stagione corrente, ovvero 2024/25, la stragrande maggioranza dei tifosi rossoneri richiedeva a gran voce la consegna della fascia da capitano a Theo Hernandez. Con il contratto dell’attuale capitano (Davide Calabria) in scadenza, ci sarebbe stato bisogno di compiere una mossa forte, quale il rinnovo del francese e la conseguente assegnazione della fascia.
Dopo gli avvenimenti dell’ultima partita (e non solo), una bufera si è scatenata sul numero 19. Oltre a non aver fatto rispettare la gerarchia dei rigoristi – prima lui e poi non l’ha fatta rispettare ad Abraham -, si è fatto espellere per delle proteste tutt’altro che pacate dopo il fischio finale di Fiorentina–Milan. Senza contare, poi, anche quanto successo nel cooling break di Lazio–Milan, dove ne Theo ne Leao si sono avvicinati per sentire quanto l’allenatore aveva da dire.
Insomma, dalle stelle alle stalle in pochissimo tempo, vista la buona prestazione disputata nel Derby e la vittoria riconquistata dopo 6 sconfitte orribili, ma a questo punto viene da pensare: che sia solo una reazione d’orgoglio? Difficile da capire, fatto sta che il comportamento e l’attitudine da Theo dimostrata in campo nell’ultimo anno e mezzo è abbastanza discutibile. Dal rientro dal Mondiale in Qatar si è visto sempre più spesso camminare in campo, soprattutto nelle azioni che poi portavano al gol i suoi avversari.
Eppure i suoi numeri a inizio campionato sono tra i migliori, comparando tutte le altre stagioni: 2 gol e 2 assist nelle prime sette uscite di Serie A. Così bene aveva fatto solamente nell’anno dello Scudetto, del quale è stato uno degli artefici principali. Ma da quanto tempo non è più decisivo contro una big? Nella scorsa stagione bisogna tornare indietro a febbraio, nella gara di San Siro contro il Napoli, dove la sblocca e la congela lui con il gol vittoria; poi al 3-1 contro la Roma, un mese prima, dove segna un grandissimo gol sfondando la porta; e infine a novembre 2023, a Milano contro il Psg, dove sforna il bellissimo assist per il gol di Giroud e disputa una grande partita.

Tre partite in un anno non bastano purtroppo. I big match da affrontare aumentano sempre di più e lui per primo deve dimostrare continuità di prestazioni se davvero vuole “vincere il più possibile con questa squadra“. Contro le squadre di medio-basso livello ha sempre dimostrato di essere sempre uno step avanti a tutti, però quando il livello sale torna ad essere un giocatore normale.
“Ha avuto un inizio di stagione piuttosto complicato. Non è il suo miglior momento. Ha delle responsabilità, ma ciò può dipendere da molte cose, in particolare dai risultati quotidiani del suo club, che non sono quelli attesi“. Queste le parole di Didier Deschamps alla vigilia del match disputato ieri contro Israele, nella quale nonostante la prestazione incolore ha comunque servito un assist per il gol di Guendouzi.
Che magari abbia bisogno di cambiare aria perché quella milanese non ha più niente da dargli? Da quanto dice l’agente, lui a Milano però ci vorrebbe rimanere, sta bene in rossonero e vorrebbe rinnovare. La trattativa però ancora non ha preso il via e, da quanto dichiarato sempre dall’agente, qualcuno sta spostando l’attenzione su di lui…


