Suso e Il Milan. Una storia d’amore controversa e tormentata, di quelle che all’inizio ti fanno sognare e ti legano indelebilmente, facendoti apprezzare anche i momenti litigiosi e meno positivi, ma che poi diventano nocive e dannose e che arrivano al punto di non ritorno. Dopo tre stagioni da protagonista e da giocatore più decisivo e performante in rosa, seppur con numerosi alti e bassi, lo spagnolo ha vissuto, infatti, una prima parte di stagione in rossonero difficile, complicata con a referto un solo gol e due soli assist in 16 presenze. Per il resto tante prestazioni negative e un rapporto con i tifosi che si è deteriorato in maniera definitiva, tanto da essere considerato una delle cause principali delle brutte prestazioni rossonere fino a dicembre. Il punto di non ritorno si è toccato contro la Sampdoria in casa, nella prima partita del 2020, la prima di Zlatan Ibrahimovic. Lo spagnolo fu fischiato ad ogni errore e, al momento della sua uscita dal campo per la sostituzione, lo stadio intero lo ha subissato di fischi. Non fu l’ultima apparizione con la maglia del Milan, ma certamente quella che segnò il suo passo d’addio, almeno per la stagione 2019/2020.
Con il suo accantonamento, Stefano Pioli cambiò modulo ed il Milan passò dal 4-3-3 al 4-4-2 prima ed al 4-4-1-1 dopo. Cambio di modulo che ha coinciso con un cambio di marcia sia dal punto di vista del gioco che dei risultati. Almeno fino all’ultima gara casalinga contro il Genoa, la partita persa 2-1 a porte chiuse prima dello stop per il Coronavirus, nei due mesi senza Suso in campo e con il cambio di modulo, il Milan ha sempre offerto prestazioni confortanti, perdendo solo il derby contro l’Inter e facendo segnare il tanto agognato cambio di passo in stagione ed in classifica. Sarà anche un caso, ma con Suso fuori dai giochi, a fine Gennaio poi verrà ceduto in prestito al Siviglia, Mister Pioli ha potuto accantonare il 4-3-3 e cambiare modulo e schemi offensivi, ormai divenuti troppo prevedibili. Strade divise, quindi, e che difficilmente potranno tornare ad incontrarsi, sia per volere del Milan che per volere del calciatore stesso che ha più volte dichiarato come il suo passaggio agli andalusi sia stata la cosa più giusta da fare e la sua volontà di rimanerci.
C’è solo un piccolo cavillo da sistemare. Come detto in precedenza, infatti, il suo passaggio al Siviglia è avvenuto in prestito con un diritto di riscatto fissato a 22 milioni di euro che diventa obbligo nel caso di una qualificazione in Champions da parte degli spagnoli. Qualificazione che in questo momento sarebbe realtà con il terzo posto in classifica alle spalle di Barcellona e Real. L’emergenza e lo stop per il Covid 19 però ha rimesso tutto in discussione e in Spagna la situazione ha raggiunto, purtroppo, la stessa gravità italiana. La ripresa della stagione non è certa e a classifica congelata il Siviglia sarebbe nell’Europa che conta. Resta, però, da prendere in considerazione un’ipotesi ripresa. Innanzitutto il club spagnolo sta riflettendo seriamente sui 22 milioni di euro di cartellino del fantasista; poi il futuro della Liga e del possibile proseguimento del campionato è un grande incognita che potrebbe anche lasciare fuori il Siviglia dalla Champions League (vanno valutate anche le condizioni fisiche e atletiche che non saranno come quelle di febbraio). Per questo motivo va presa in seria considerazione anche l’ipotesi di un potenziale ritorno di Suso al Milan per tutti ormai assolutamente da scongiurare.

