Stessa storia, stesso posto, stessa incompetenza. Altra estate di errori macroscopici

È sempre più difficile comprendere gli errori strutturali di questa società. È la quarta consecutiva estate di improvvisazioni, con vampate casuali e prolungate pause di riflessione che precludono opportunità in entrata ed in uscita.

È arrivato ferragosto, mancano 8 giorni all’esordio in campionato, la rosa è ampiamente incompleta, le decisioni relative a chi cedere sono appena state comunicate dall’allenatore e ci sono due titolarissimi ancora in vacanza.

Sorprende vedere di stagione in stagione come questa gestione del club continui ad essere approssimativa in modo sempre differente. Dalla fine della scorsa annata sono passate molte settimane prima di veder la comunicazione del nuovo organigramma. Organigramma chiaramente fallace in diversi ruoli, senza uomini di spicco, senza profili d’esperienza.

L’ennesima rivoluzione del board da subito è apparsa zoppa. Non chiare le responsabilità, non chiare le mansioni, non chiara la leadership. È stato lasciato gioco forza al nuovo tecnico l’onere di selezionare i partenti, senza che nessuno facesse pressioni a riguardo. Risultato?

Lista dei non desiderati consegnata l’altro ieri, a 10 giorni da Torino-Milan. Un margine di tempo risibile per cercar sistemazione ad almeno 7-8 giocatori in uscita, dovendo ovviamente anche acquistar minimo 5-6 giocatori.

Un’approssimazione, un lassismo, una disorganizzazione non degna di un club che dovrebbe essere di prima fascia in Serie A, che un tempo è stato di primissima fascia a livello continentale e mondiale. Un club il cui valore attuale nonostante tutto è attorno ad 1.2/1.4 miliardi di euro, ma vive ormai di gestioni palesemente inappropriate.

Il sistema calcio di tutto il Paese vive un periodo di difficoltà, dalla nazionale fino a molti club. L’appeal della Serie A è ai minimi storici. Purtroppo il Milan è una fulgida conferma di questa crisi. La situazione nella quale versa peggiora costantemente e la confusione è sempre più sovrana. Comprensibile che una proprietà che non arriva dal mondo del calcio abbia dei deficit. Diabolico però, in senso negativo, che si ostini a vivere di espedienti e non decida di affidarsi a persone competenti, di alto livello e che possibilmente conoscano l’ambiente Milan. Quando non ci si arriva con le proprie conoscenze è bene delegare. D’altra parte si sa, la superbia va a cavallo ma torna sempre a piedi.

Fikayo Tomori, David Odogu, Youssouf Fofana, Christopher Nkunku - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Fikayo Tomori, David Odogu, Youssouf Fofana, Christopher Nkunku – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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