Uno stadio in comune e l’irruzione di soci non tanto minori. Qual è la vera posizione del Milan?

Nel mondo del calcio, e mai come oggi (a quanto sembra) in ambiente Milan, le situazioni sembrano cambiare da un giorno all’altro, da un momento all’altro: tematiche che, se prima sembrino chiarite e assodate, in un secondo momento virano verso uno scenario differente e in un certo senso preoccupano chi segue il club rossonero, a partire dai tifosi.

Negli ultimi mesi, tra gli argomenti più gettonati in assoluto nella città di Milano, spicca senz’altro il discorso legato al nuovo stadio, da parte di Milan e Inter, intenzionati a lasciare definitivamente San Siro. Gli ultimissimi sviluppi e l’investimento da parte del Milan per l’acquisto dell’area di San Francesco a San Donato Milanese si incanalano verso una strada abbastanza ovvia che porterà il club rossonero a possedere uno stadio di proprietà, al netto delle complicanze, proteste dei cittadini, burocrazie da risolvere. Eppure, secondo alcune voci lanciate nei giorni scorsi dall’ANSA, ci sarebbero stati diversi contatti tra Gerry Cardinale e Steven Zhang per intraprendere insieme all’Inter la strada che porta al nuovo impianto. Risposta negativa da parte dei nerazzurri, che al momento non sembrerebbero intenzionati ad accettare per le problematiche dell’area e gli sviluppi del proprio progetto a Rozzano.

Come se non bastasse, riecco le voci legate ad una possibile cessione, anche a soci minori, del club rossonero. Nei giorni scorsi Cardinale al Corriere della Sera aveva dichiarato: “Voglio essere categorico: è completamente falso. Sono qui per starci a lungo, ho un lavoro da fare. Mi sono impegnato a riportare il Milan in vetta alla serie A e all’Europa e non mi fermerò prima di aver raggiunto questi risultati. E quando li avremo raggiunti, vorrò raggiungerli ancora”.

Dichiarazioni limpide, eppure secondo quanto scrive Dagospia, qualcosa in realtà si sta muovendo sul fronte societario. Il fondo saudita Pif (che tra l’altro, aveva intenzione di acquisire l’Inter pochi mesi fa) avrebbe ottenuto un’esclusiva fino a marzo per rilevare i 600 milioni relativi al prestito di Elliott, che permetterebbero al fondo arabo di diventare il secondo azionista del Milan, prima di contribuire concretamente alla costruzione dello stadio e ottenere la maggioranza del club.

Intrecci con l’Inter e interrogativi senza fine, nella speranza che presto si possa definire un piano permanente per la crescita del Milan e, giocoforza, della squadra che nei prossimi anni scenderà sul campo per provare a vincere i trofei. Perché in fondo è questo ciò che conta.

Gerry Cardinale (Photo Credit: Getty Images)
Gerry Cardinale (Photo Credit: Getty Images)

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