Sembra ormai una certezza che con i tempi che corrono il nuovo stadio di San Siro interessi più al Milan che all’Inter. Non è un caso, ad esempio, che Paolo Scaroni si esponga sul tema in ogni intervista pubblica tralasciando ogni altro argomento. E non è un caso, al contrario, che dalla sponda nerazzurra nessuno ormai metta a tema la necessità di un impianto rinnovato e di proprietà. Ad ogni modo, il tema è tornato e tornerà sempre più alla ribalta nei prossimi giorni con la campagna elettorale in corso a Milano per le Comunali di ottobre.
Da una parte, infatti, c’è il centrodestra con il candidato sindaco Luca Bernardo che sostiene la necessità di salvare l’attuale Meazza e costruirne vicino uno nuovo. Dall’altra il sindaco in carico, ricandidato e favorito nei sondaggi, Beppe Sala, che ribadisce la posizione già espressa in passato: “È impossibile la soluzione di mantenere attivi e funzionanti due stadi nel quartiere di San Siro. Il costo per mantenere lo stadio è enorme e, se dicessimo che il vecchio San Siro lo usiamo per le Nazionali, voglio vedere le altre città cosa rispondono. Una struttura così importante deve essere utilizzata. L’unica cosa che mi sentirei di escludere è’ l’utilizzo dei due stadi”.
Dal canto suo proprio nei giorni scorsi Scaroni era tornato sull’argomento parlando di un progetto che “va bene”, fiducioso di trovare una quadra entro poco tempo. La sensazione, tuttavia, è che ci vorrà ancora per far maturare il progetto e verificare la tenuta finanziaria dell’Inter, alle prese com’è in una complessa operazione di risanamento dei conti. Insomma, il rischio è che lo stadio diventi argomento di campagna elettorale, da agitare senza trovare in fondo una soluzione definitiva e che accontenti i club e il Comune.

