Quindici giocatori in giro per il mondo con le rispettive Nazionali e un Milan inevitabilmente ridotto ai minimi termini. La lunga sosta che separa il 3-0 contro il Lecce dalla ripresa del campionato può sembrare complicata da gestire per Ruben Amorim, che dal 29 settembre tornerà a lavorare a Milanello senza buona parte della propria rosa. Ma per chi è rimasto, queste settimane possono rappresentare qualcosa di particolarmente importante: un’occasione per cambiare le gerarchie.
Tra i giocatori della prima squadra a disposizione ci saranno Pietro Terracciano, Torriani, Diawara, Gabbia, Gila, Filippo Terracciano, Tomori, Comotto, Hutchinson, Loftus-Cheek, Saelemaekers e Pulisic. Situazioni molto differenti tra loro, perché c’è chi un posto lo ha già conquistato e chi, invece, deve ancora convincere Amorim a concederglielo.
Hutchinson, forse nessuno ne ha bisogno quanto lui
Il primo nome porta inevitabilmente a Omari Hutchinson. Arrivato gli ultimi giorni di mercato dal Nottingham Forest, l’inglese ha avuto pochissimo tempo per conoscere squadra, compagni e richieste dell’allenatore. E soprattutto ha trovato davanti una concorrenza che nelle prime uscite è sempre stata ricca e diversa. Un’occasione c’è stata anche per lui, ma forse è arrivata quando peggio non poteva, nella sconfitta in Europa League contro il Benfica.
Nel frattempo Moreira ha segnato tre gol nelle ultime due giornate, Pulisic è tornato e ha immediatamente inciso, Cisse si è imposto come una delle sorprese dell’avvio di stagione. Per Hutchinson, acquistato in prestito con diritto di riscatto, lo spazio non può essere scontato. Proprio per questo lavorare quasi quotidianamente con Amorim mentre gli altri sono lontani può diventare prezioso. Capire i movimenti richiesti sulla trequarti, aumentare l’intesa con i compagni (chi è rimasto) e soprattutto mostrare al tecnico quale possa essere la sua collocazione migliore è una delle missioni e uno spunto per questa lunga pausa.
Tomori-Loftus, gli eterni esclusi dalla Nazionale
Poi ci sono i due inglesi: Tomori e Loftus-Cheek per tanto tempo sono stati esclusi dalle convocazioni della propria Nazionale. E mai come adesso per loro non c’è posto né con l’Inghilterra né con il Milan. Il difensore è stato a un passo dall’addio ma poi l’ultimo giorno di mercato è stato reintegrato in rosa per mancanza di tempo e di accordi con altre squadre. Il Milan non può permettersi di perderlo a zero l’anno prossimo e dunque un po’ di minuti dovrà concederglieli durante la stagione. Che magari la sosta non lo aiuti a scalare qualche posizione.
Discorso simile per Ruben Loftus-Cheek, il quale qualche occasione in più del connazionale l’ha avuta – anche da titolare – ma poi la concorrenza, così come per Hutchinson è aumentata. Per l’inglese questa sosta può servire soprattutto per convincere Amorim della propria utilità in più zone del campo. Fisicità, inserimento e duttilità rimangono caratteristiche differenti rispetto a quelle degli altri trequartisti della rosa.
Situazione Pulisic diametralmente opposta
Infine Christian Pulisic. L’americano non deve convincere Amorim a farlo giocare, forse lo ha già fatto nell’ultima partita: deve sfruttare la sosta per diventare definitivamente uno dei punti fermi e riprendersi il suo Milan. Dopo i problemi fisici di inizio stagione, contro il Lecce è tornato titolare e il nuovo assetto vicino a Ramos ha funzionato immediatamente. Già contro la Lazio e il Benfica aveva dato segnali positivi dopo il suo ingresso nel secondo tempo. Lavorare per più di due settimane a Milanello senza pressione delle partite e dei minuti con la Nazionale, sempre stata un ‘problema’, potrebbe davvero farlo tornare al top dopo la sosta.


