È un finale di campionato atipico, si gioca a luglio e ogni tre giorni. Causa Covid è slittato anche il calciomercato estivo ora diventato autunnale – dal 1º settembre al 5 ottobre, ndr – e per il Milan cambia anche la strategia.
Cambio mancato
Sembrava tutto pronto per accogliere Ralf Rangnick come direttore tecnico e allenatore, un ruolo da manager come succede in Premier League, e invece è rimasto Stefano Pioli. Cambiano dunque gli obiettivi e le caratteristiche da ricercare nel mercato. Il tedesco avrebbe giocato con un 4-4-2, l’allenatore parmense ripartirà dal 4-2-3-1. Il primo nome sulla lista era Dominik Szoboszlai, con Rangnick main sponsor dell’operazione in quanto sarebbe stato l’ex uomo sport della Red Bull, proprietaria del Salisburgo, la squadra in cui milita l’ungherese. Questo non significa che non arriverà, ma ora bisogna fare leva solo sull’appeal rossonero.
La situazione ruolo per ruolo
Il Milan ha mostrato una buona base di (ri)partenza, ma va infoltita la panchina. In alcuni ruoli, proprio a livello numerico. In difesa i centrali sono cinque, ma Mateo Musacchio e Leo Duarte non sono certi della permanenza. Sugli esterni, da una parte rimarrà la staffetta tra Andrea Conti e Davide Calabria, a sinistra serve un vice Theo Hernandez. Vero, Diego Laxalt contro Sassuolo e Atalanta non ha sfigurato, ma anche lui non è sicuro di rimanere e il gap con il titolare è molto ampio.
A centrocampo Lucas Biglia non rinnoverà il suo contratto, quindi rimarranno solamente solo Franck Kessie, Ismael Bennacer e Rade Krunic. Sulla trequarti, invece, c’è abbondanza al momento, ma Giacomo Bonaventura, al momento, è destinato a non rinnovare il proprio contratto e Lucas Paquetá e sul mercato. Davanti c’è il solo Zlatan Ibrahimovic – sempre che rimanga – quindi va presa una prima punta, poiché sia Rafael Leao che Ante Rebic agiscono meglio da seconda punta o sull’esterno.
Ivan Gazidis non autorizzerà spese folli e comunque il salary cap sugli stipendi influirà. Ma a livello numerico e qualitativo servono investimenti per giocare l’Europa League, e quindi tre competizioni totali, e provare l’assalto alla Champions League.

