Andriy Shevchenko è stato intervistato da La Stampa per parlare della situazione rossonera. Interessante il passaggio su Rafael Leao e lo schieramento in favore di Paulo Fonseca.
Su Leao: “Se Leao vuole essere un giocatore importante e segnare la storia del Milan deve dare tanto di più. La qualità non si discute, ma non è un leader: lo può diventare se si prende la responsabilità. Il punto è: la vuole?“.
Su Fonseca: “So poche cose, da persona che vuole bene al Milan mi spiace per Paulo Fonseca, un uomo che conosco e che ha sempre dimostrato grande correttezza, un interprete di valori, come si è ben visto. Qui, in Ucraina, ha fatto bene e credo che pure al Milan abbia lasciato l’idea del suo lavoro. Mi pare abbia cercato di dare il meglio per risolvere problemi che non ha portato lui. E che ci sono ancora. Qualcosa non ha funzionato e la pagina ormai è stata girata, guardiamo avanti. Mi auguro che la svolta serva. Conceiçao in Supercoppa ha dato un’iniezione di energia, ha fatto leva sulla grinta, ma il Milan, come si è visto anche in campionato con la Juve e poi in Champions, non ha continuità. Anche Fonseca ha vinto casa del Real Madrid, senza riuscire a stabilire un livello“.
La testa del gruppo: “Troppo comodo motivarsi per una finale o contro un avversario storico… Il gruppo deve pensare a un obiettivo globale, non a una singola partita. Significa che adesso il Milan ha la potenzialità di una squadra forte, due derby così non li porti a casa per fortuna. Eppure, lì sopra non si è costruito. Manca qualcosa. Senza carattere non batti questa Inter. Servono la determinazione e l’abnegazione. L’impegno a prescindere e la capacità di soffrire in certi confronti“.
Il peso della maglia: “È ancora più semplice se giochi per il Milan e la passeggiata in partita non è accettabile, la pressione esiste ogni volta che scendi in campo e dovresti desiderare solo quello che hai davanti. Al Milan, all’Inter, alla Juve hai l’attenzione, il contesto migliore, lo stadio pieno che aspetta te. Che cosa vuoi di più? È la bellezza assoluta. Se sei un campione, è la condizione perfetta: gioca e dimostra. Basta. Semplice“.


