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Sette anni di delusioni. Stasera contro la Juve per cercare di replicare Locatelli

Sette stagioni di delusioni, sette stagioni di sconfitte, sette stagioni in cui in Italia c’è stata un’unica grande dominatrice ed il Milan non ha saputo far altro che perdere. Dal 2013/2014 (anno in cui si alternarono sulla panchina rossonera Massimiliano Allegri e Clarence Seedorf) ad oggi, sono stati parecchi i bocconi amari da mandar giù nelle sfide di campionato contro la corazzata Juventus e sono arrivate sconfitte meritate, altre piene di polemiche ed altre difficili da digerire, ma alla fine il risultato è stato sempre lo stesso: la Signora trionfa e batte il Diavolo. Solo in un’occasione il risultato è stato diverso, nell’ottobre del 2016, quando un gol dell’allora giovanissimo Manuel Locatelli diede un insperato successo ai rossoneri allora allenati da Vincenzo Montella. Per il resto il bilancio è a dir poco orribile e, nelle sfide di campionato, vede la Juventus vincente addirittura in 13 occasioni su 14 con lo Stadium che resta maledetto ed in cui il Milan non è mai uscito indenne, addirittura dal 2011 ad oggi.

Sette anni di delusioni, tra palese inferiorità e infinite polemiche

Sette stagioni piene di sconfitte, quindi, ma come detto sono state davvero diverse e a volte il Milan ha meritato di uscire con qualcosa di più in tasca dalle sfide contro i puri Campioni d’Italia. Come dimenticare, infatti, la sfida del marzo 2017, quando Gigio Donnarumma parò l’impossibile ad una Juve nettamente superiore e pericolosissima, soprattutto nel secondo tempo, ma il gol di Carlos Bacca stava per far ottenere ai rossoneri il primo punto storico allo Stadium. Ci pensò un rigore dubbio al 95′ per un fallo di mani di De Sciglio a consegnare il rigore e la vittoria alla Juventus anche il quel caso. E poi le ultime tre sfide allo Stadium in cui il Milan non ha demeritato e a tratti ha giocato anche meglio dei bianconeri, ma in un modo o nell’altro ha sempre perso. A partire dal marzo 2018, quando il sabato prima di Pasqua il pari dell’ex Bonucci e la traversa di Calhanoglu misero paura ad una Juventus che poi riuscì ad imporsi per 3-1. Ancora con Gattuso, nell’aprile dell’anno scorso, il Milan fu a lungo in vantaggio grazie alla rete di Piatek, ma poi un rigore siglato da Dybala e una rete di Moise Kean all’85’ misero a posto le cose pe ri bianconeri. A novembre scorso, invece, ci pensò il solito Dybala con la solita magia a decidere una gara a lungo equilibrata e nel primo tempo addirittura giocata meglio dai rossoneri.

Sette anni di delusioni, questa sera per cambiare il trend

Questa sera, dopo la convincente vittoria contro la Lazio di sabato scorso, il Milan ha l’occasione di cambiare il trend delle ultime maledette stagioni e prendersi, almeno in parte, una rivincita. Certo, non sarà facile visto che anche i bianconeri si trovano in uno stato di ottima forma e, dopo i due pareggi in Coppa Italia, in campionato non hanno saputo far altro che vincere. Solo l’Atalanta è riuscita a tenere il passo della Juve nel campionato post-Covid. 12 punti su 12. Risultato che avrebbe ottenuto anche il Milan se solo non ci fosse stato quel maledetto pareggio di Ferrara, i 39 tiri sprecati ed una prestazione negativa, ma anche parecchio sfortunata. Le squadre arrivano a questa sfida con obiettivi ovviamente differenti, ma con uno stato di forma pressoché simile. Ai bianconeri mancheranno due dei giocatori migliori dopo la ripresa, De Ligt e Dybala, due gravi perdite, ma che la rosa della Juve può compensare con sostituti comunque di primissimo livello. L’assenza di Dybala, in particolare, rappresenta certamente un vantaggio non da poco per il Milan, sia perché i difensori rossoneri non si troveranno di fronte lo spauracchio che nelle ultime sei stagioni, tra Palermo e Juventus, è andato sempre a segno e spesso lo ha fatto in maniera determinante e decisiva, sia perché in questo momento era certamente il calciatore più in forma della Serie A. Un’occasione in più per provare a cambiare la storia e riaprire un campionato che sabato scorso lo stesso Milan sembra aver chiuso definitivamente.

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