La Serie A continua a chiudere i bilanci in rosso, nonostante il boom delle plusvalenze. In questo profondo rosso, c’è anche il Milan, nonostante l’ultimo bilancio rossonero comunicato a novembre scorso avesse registrato il terzo utile consecutivo. Il campionato italiano, infatti, registra anche un altro primato poco confortante: quello del costo degli stipendi. È quanto emerge dall’inchiesta annuale della Gazzetta dello Sport sui bilanci dei club. Nel complesso, la stagione 2024-25 si è chiusa con una perdita aggregata di circa 360 milioni di euro, considerando i risultati economici dei 20 club partecipanti (ricalcolati sulla base della stagione sportiva).
Dopo il Covid, il rosso non si è fermato. E nemmeno le plusvalenze
Terminata l’emergenza pandemica e tornati gli stadi pieni, i conti non sono comunque tornati in equilibrio. Dopo i 2,8 miliardi di perdite accumulati tra il 2019 e il 2022, la Serie A ha continuato a bruciare risorse: 1,14 miliardi di euro se ne sono andati negli ultimi tre anni.
Uno dei dati più evidenti dell’ultima stagione riguarda il mercato. Le cessioni dei calciatori hanno prodotto 844 milioni di plusvalenze nette, un record assoluto. È la conferma di un modello ormai consolidato: l’Italia come campionato di passaggio, capace di valorizzare talenti e rivenderli.
Rispetto all’anno precedente, l’incremento è stato di oltre 200 milioni, superando anche il precedente massimo storico del 2001-02. Napoli, Atalanta e Bologna sono esempi virtuosi, con plusvalenze rispettivamente da 103, 101 e 77 milioni, frutto di progetti sportivi solidi.
I costi aumentano
Il problema è che, mentre aumentano le entrate da mercato, crescono anche le spese. Nel 2024-25 il costo degli stipendi di tesserati e dipendenti ha sfiorato per la prima volta i 2 miliardi di euro, fermandosi a quota 1,992 miliardi.
In aumento anche gli ammortamenti legati ai trasferimenti dei giocatori, arrivati a 837 milioni, ben al di sopra dei valori degli anni precedenti. Il risultato è un sistema con costi strutturalmente troppo elevati rispetto ai ricavi.
Ricavi in crescita lenta
Al netto delle plusvalenze, i ricavi della Serie A si sono attestati a 3,2 miliardi. Tuttavia, il fatturato “strutturale” cresce molto lentamente: da 2,69 miliardi nel 2022-23 a 2,79 nel 2024-25, con un aumento legato soprattutto agli introiti extra delle coppe europee.
Negli ultimi dieci anni il salto è stato significativo, ma ora il sistema sembra entrato in una fase di stallo, soprattutto per i club che restano fuori dalle competizioni europee.
Coppe europee, divari tra club e debiti sempre più pesanti
Le squadre impegnate in Europa beneficiano dei premi UEFA e aumentano i ricavi. Le prime otto società hanno infatti registrato un incremento complessivo di circa 155 milioni. Al contrario, le altre dodici hanno perso complessivamente quasi 100 milioni, penalizzate soprattutto dal calo dei proventi televisivi.
Il livello di indebitamento resta un nodo cruciale. I debiti complessivi della Serie A hanno raggiunto 4,86 miliardi di euro, in crescita rispetto all’anno precedente. L’esposizione verso le banche non accenna a diminuire e si mantiene attorno a 1,67 miliardi.
Solo tre club – Como, Fiorentina e Parma – non hanno debiti bancari, grazie a proprietà straniere molto solide, che coprono regolarmente le perdite.
Perdite e utili: chi sale e chi affonda
In totale, 13 club su 20 hanno chiuso la stagione in perdita. Il deficit più alto è quello del Como (-105 milioni), seguito da Parma, Juventus e Roma, tutte sostenute direttamente dagli azionisti.
Sul fronte opposto, spiccano i bilanci positivi di Atalanta, Inter e Lecce, che chiudono l’anno con utili importanti, dimostrando che una gestione sostenibile è possibile, anche nel contesto complesso del calcio italiano.
E il Milan? Questo il bilancio del 2024-25
Nella stagione del suo 125° Anniversario, il Club registra per la prima volta nella sua storia moderna il terzo utile di bilancio consecutivo, con un risultato consolidato positivo di 3 milioni di euro, e raggiunge per il terzo anno consecutivo un nuovo record assoluto di ricavi, a quota 494,5 milioni di euro, con un incremento del 10% rispetto alla stagione 2023/24.
Si tratta di una nuova accelerazione nel percorso di crescita del Club, in linea con la visione di lungo periodo della proprietà RedBird, rafforzata dall’esperienza e dal know-how operativo maturati nello sviluppo di imprese globali nello sport, nei media e nell’intrattenimento. Un risultato concretizzato grazie all’approccio strategico e rigoroso del senior management del Milan, che continua a garantire solidità finanziaria, mantenendo al centro il progetto sportivo.
L’ulteriore crescita fatta registrare nella stagione 2024/25 è sospinta a livello operativo soprattutto dai ricavi commerciali, che integrano le voci di Bilancio “proventi da sponsorizzazioni” e “proventi commerciali e royalty”, attestandosi sui 152,3 milioni totali, in crescita del 6% rispetto alla passata stagione. Variazione positiva anche per i proventi audiovisivi e media, che registrano un incremento di 1,9 milioni di euro. Un contributo sostanziale è stato impresso inoltre dai ricavi da gestione dei diritti dei calciatori, in aumento del 30,6%.
In particolare, i recenti risultati finanziari hanno supportato un incremento netto dei diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori pari a 14,3 milioni di euro dall’ultimo esercizio, con gli investimenti lordi sui calciatori che hanno superato i 250 milioni di euro nelle ultime due stagioni. Consolidato inoltre il percorso di sviluppo del Settore Giovanile attraverso il progetto Milan Futuro, un importante investimento del Club nello sviluppo del talento e nella creazione di valore a lungo termine.
L’ulteriore rafforzamento anno su anno della situazione patrimoniale del Club, che presenta un patrimonio netto consolidato positivo al 30 giugno 2025 di 199 milioni di euro, assicura la parziale moderazione dell’impatto di una stagione sportiva priva degli introiti legati alla partecipazione alle competizioni europee. L’indebitamento finanziario netto è pari a 92,6 milioni di euro, in aumento di 43 milioni di euro rispetto all’esercizio 2023/24.
Guardando al futuro, il progetto per il nuovo stadio – che rappresenta un pilastro del piano strategico di sviluppo del Club – ha vissuto oggi un passaggio storico e decisivo, con la definizione dell’acquisto della Grande Funzione Urbana San Siro. L’esperienza consolidata di RedBird nello sviluppo di impianti sportivi e di intrattenimento mondiale e la caratura internazionale degli studi di architettura Foster + Partners e MANICA, a cui è stato affidato il design dello stadio, daranno vita a un progetto unico e all’avanguardia, destinato a diventare un nuovo simbolo per il Club e la città di Milano, a beneficio della collettività e dell’intero movimento calcistico italiano.
Infine, dopo essere stato il primo club italiano a adottare questo strumento nel 2012/13, il Milan presenta il suo Report di Sostenibilità 2024/25 in allineamento con il Bilancio consolidato: una prima assoluta tra i club italiani che rendicontano i propri impatti su base volontaria e una testimonianza della volontà di anticipare la potenziale evoluzione del quadro normativo europeo. Redatto secondo nuovi standard internazionali, il Report rendiconta i processi e gli impatti di governance, sociali e ambientali del Club e di Fondazione Milan.
Tra le principali novità di questa edizione figurano una policy innovativa a tutela della maternità delle tesserate rossonere e nuove procedure di selezione e valutazione dei fornitori, nel quadro di un più ampio rafforzamento delle progettualità sociali e delle iniziative di monitoraggio e riduzione dell’impatto ambientale del Club. Come grande istituzione sociale e culturale che unisce oltre 500 milioni di appassionati nel mondo, il Milan riconosce la responsabilità che deriva dal proprio ruolo verso stakeholder, sostenitori e comunità.


