Ex Milan, Savicevic: «I rossoneri sempre nel mio cuore. Aspettiamo questa squadra come io sono stato aspettato»

Dejan Savicevic, a poche ore dal suo sessantesimo compleanno, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport. Le dichiarazioni del Genio tra passato e presente.

RICORDI COMMOSSI

«Sto benissimo. Sono a Budva, nella mia casa al mare, qualche giro in barca, ma ho sempre molte cose da fare. Sai, impegni, programmi, contatti. Sono presidente volontario, non prendo un euro, il lavoro non manca e io per fortuna mi diverto ancora. Ho buoni ricordi, sono stato fortunato. Ho giocato in posti importanti, ho vinto anche due Coppe dei Campioni, con la Stella Rossa e con il Milan. Genio? Ma no, non ero un genio, ero solo un ottimo giocatore. Siete stati voi della Gazzetta a chiamarmi così. Forse perché facevo cose che gli altri non potevano fare, forse perché avevo più fantasia. Mi piace il nomignolo, è simpatico, allegro e fa un po’ ridere. I miei amici e i miei compagni quando vogliono prendermi in giro mi chiamano Genio. In Italia tutti, ma è esagerato».

«Gol al Barcellona nel 1994? Il più bello della mia vita. Il presidente Berlusconi la sera prima della finale mi disse: ‘Dejan, se sei un genio dimostralo’. Mi è andata bene (ride). È stato tutto bello, l’inizio e la fine…».

«Il Milan è sempre nel mio cuore. Sono arrivato nel 1992, dovevo andare alla Juve, poi alla Roma, poi al Monaco in Francia. Io ero alla Stella Rossa, stavo bene. Avevamo vinto la Coppa dei Campioni, battuto il Marsiglia a Bari. Sì, ho faticato per un anno e mezzo. È stata dura, avevo qualche problema fisico e davanti c’erano Gullit, Van Basten, Rijkaard, Papin. Ma ho scelto l’Italia perché era il campionato più bello del mondo e c’erano i giocatori migliori. Una buona scelta, in un’altra squadra non avrei vinto tanto e avuto la visibilità che mi ha dato il Milan. E poi i tifosi. Splendidi, appassionati. I loro cori erano la miglior carica. Fa molto piacere che la gente dopo più di vent’anni si ricordi di me. Ci sono quelli che mi dicono che ero come Platini. È bello».

«Il mio era un altro Milan, eravamo sempre in finale di Champions. Di questo ho visto poco, solo spezzoni in tv. È giovane e fresco. Anche l’allenatore è giovane. Contro la Lazio ha avuto una bella reazione. Dobbiamo aspettarli con pazienza e accettare anche gli errori, fanno parte del calcio. Lo so, non c’è tempo, ma la qualità dovrebbe uscire, si metterà al pari con le altre. L’Inter purtroppo mi sembra più avanti. Ma la stagione è lunga e complicata per tutti. Aspettiamo. Io ho aspettato un anno e mezzo».

Funerali Baresi: l'arrivo di Massaro e Savicevic - MilanPress, robe dell'altro Diavolo
Funerali Baresi: l’arrivo di Massaro e Savicevic – MilanPress, robe dell’altro Diavolo

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