Savicevic: “Sono orgoglioso di aver fatto parte della storia del Milan. Joao Felix ha qualità ma va recuperato, Conceicao l’uomo giusto”

L’ex rossonero Dejan Savicevic ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha parlato del suo passato al Milan e della squadra dopo il mercato di gennaio. Queste le parole di Savicevic:

Sui suoi tanti gol in carriera, soprattutto con la Stella Rossa: “Anche nel Milan. Avrei potuto fare qualcosa di più. All’inizio è stato difficile, ho fatto fatica a inserirmi”.

Sul fatto che per fortuna del Milan non se ne sia andato dopo l’inizio difficile: “Fortuna anche mia. Poi ho vinto scudetti e Coppa Campioni”.

Sugli elogi di Capello: “Mi ha fatto molto piacere, lo ringrazio. All’inizio con lui ho avuto problemi. Ma eravamo in tanti, non ero più un ragazzino, venivo dalla Stella Rossa campione d’Europa. In quel Milan c’erano i tre olandesi e Papin. E Lentini. È stata dura, avevo anche qualche fastidio fisico. Capello mi ha aspettato con pazienza. Adesso posso dire che Fabio è stato il miglior allenatore che ho avuto”.

Sul 4-0 al Barcellona in finale di Champions: “E non c’erano Baresi e Costacurta in difesa. Io ho fatto quel gol… Capello mi ha detto: “Ma come ti è venuto?”. Gli ho risposto: “Mister, sapevo già che avrei fatto gol”. Però Massaro ne aveva segnati due. In una finale. Daniele aveva fiuto, sentiva l’odore del gol. Coppia d’attacco con Massaro? Io mi trovavo benissimo, sono sempre andato d’accordo con chi aveva la porta in testa”.

Se i tifosi possono tornare a sognare con i nuovi acquisti: “Certo, devono. Il Milan è una grandissima squadra, ha sul braccio uno stemma con sette Coppe dei campioni. Capito? Sette. Il Milan è la storia. Io sono orgogliosissimo di aver fatto parte di una delle migliori squadre del mondo. E lo saranno anche i nuovi acquisti”.

Sul mercato di gennaio rossonero: “Si sta rinforzando, mi dispiace che abbiano ceduto Bennacer, mi piaceva. Sottil? Ricordo il nome, il padre era un buon giocatore”.

Se sono obbligati a vincere: “Hanno già vinto un trofeo, adesso c’è una Coppa Italia e un piazzamento in Champions da conquistare. Lo faranno, devono farlo”.

Se Joao Felix e Gimenez possono coesistere: “Penso proprio di sì. In ogni caso c’è un allenatore, Sergio mi sembra l’uomo giusto, soprattutto per Joao Felix. Perché soprattutto? Ma perché è un grande talento e va recuperato. L’ho visto in azione, come si muove, come dribbla e partecipa al gioco, il giocatore c’è”.

Su Joao Felix, per molti un ragazzo troppo triste: “Triste? Al Milan non puoi né essere triste, né tenere il muso. Ci penserà Conceiçao ad aiutarlo ad inserirsi. Sono portoghesi, parlano la stessa lingua e sicuramente pensano lo stesso calcio. Gimenez? Lo conosco poco. Ho visto che fa molti gol, che segna con continuità. Poi c’è la parola di Ibrahimovic. Se Ibra dice che è forte, vuol dire che è forte”.

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