La cura Amorim per chi sembrava destinato all’addio

Non è facile arrivare nel nostro campionato, trasmettere subito i propri concetti ai nuovi giocatori e trovare, allo stesso tempo, gioco e risultati. Ruben Amorim, fin qui, ha trovato una via di mezzo tra quanto prodotto in campo — con un ottimo impatto contro Torino e Venezia e qualche difficoltà in più contro Benfica, Juventus e Lazio — e i punti portati a casa: tre vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta in campionato. L’unico KO stagionale è arrivato in Europa, contro il Benfica.

In un percorso ancora agli inizi, che inevitabilmente necessita di tempo per permettere ad Amorim di imprimere alla squadra la propria idea di calcio, il tecnico portoghese — insieme alla ventata di aria fresca portata a Milanello — ha garantito una chance anche a quei giocatori che sembravano destinati a partire. I due casi più evidenti sono senza dubbio Yunus Musah e Samuel Chukwueze, tornati al centro sportivo di Carnago non per essere di passaggio, ma per restare e provare a costruire un nuovo capitolo della loro esperienza in rossonero.

La continuità come nuova occasione

Continuità è la parola d’ordine per i due giocatori rientrati dai prestiti, rispettivamente all’Atalanta e al Fulham: continuità nella presenza in campo, ma soprattutto nelle prestazioni. Musah ha portato fisicità e corsa in mezzo al campo, due elementi preziosi nella ricerca della riaggressione oltre alla capacità di correre all’indietro quando c’è da difendere.

Discorso simile per Chukwueze, sempre più padrone della fascia destra. Non da trequartista, come molti si aspettavano, ma da esterno nei quattro di centrocampo: una posizione che gli permette di sfruttare corsa, strappo e capacità nell’uno contro uno, inserendosi con continuità nei meccanismi della “nuova” squadra.

Stati Uniti: Yunus Musah (Marty Jean-Louis / Sipa USA / IPA via IPA Agency)
Stati Uniti: Yunus Musah (Marty Jean-Louis / Sipa USA / IPA via IPA Agency)

Amorim li ha testati, osservati da vicino e poi ha scelto senza esitazioni: Musah e Chukwueze sono al centro del progetto. Lo statunitense, convocato dalla Nazionale per vestire la maglia numero 10 “lasciata” da Pulisic, è stato titolare in quattro occasioni su sei. Ancora meglio Chukwueze, partito dall’inizio in cinque gare.

Dal mercato agli uomini del progetto

Ad Amorim servirà inevitabilmente altro tempo per dimostrare di poter portare il Milan a essere una squadra a sua immagine e somiglianza. Nel frattempo, però, il portoghese sta confezionando punti e, soprattutto, sta dimostrando di saper valorizzare anche quegli uomini che sembravano destinati all’uscita.

Musah e Chukwueze rappresentano due esempi significativi di una gestione che può cambiare rapidamente le gerarchie di una rosa. Da possibili esuberi a giocatori coinvolti e protagonisti: una trasformazione che, oltre a offrire nuove soluzioni in campo, permette al Milan di dare una seconda vita anche a investimenti importanti del passato.

Milan-Benfica: Samuel Chukwueze, Jakub Kaminski (Photo Credit: Gabriele Siri / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan-Benfica: Samuel Chukwueze, Jakub Kaminski (Photo Credit: Gabriele Siri / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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