Domani sarà il grande giorno del rogito che sancirà definitivamente il passaggio a Milan e Inter dello stadio Giuseppe Meazza e delle aree limitrofe. Tuttavia, come riporta Calcio e Finanza, quest’oggi è stato presentato l’ennesimo ricorso al TAR della Lombardia contro la delibera del Consiglio comunale di Milano che ha autorizzato la vendita. Il ricorso è stato presentato dal consigliere del Gruppo Misto Enrico Fedrighini per il tramite dell’avvocato Stefano Nespor, e chiede l’annullamento della delibera 71 del 29/9/2025 e di tutti gli atti connessi.
Le contestazioni su San Siro riguardano due aspetti fra loro collegati. Innanzitutto, «l’omessa convocazione di alcune commissioni, fra cui anche quella presieduta da Fedrighini, che non avevano ancora completato il lavoro istruttorio necessario per esaminare compiutamente la proposta di delibera; e conseguente la trasmissione in Consiglio della proposta di delibera nonostante il mancato completamento del lavoro istruttorio (cosa mai successa in precedenza)».
In secondo luogo, il cosiddetto sub emendamento “canguro” applicato in Consiglio comunale durante la discussione della delibera, ovvero «dopo la trattazione di 18 emendamenti, l’avvenuta eliminazione di 214 emendamenti presentati e regolarmente ammessi alla discussione attraverso un espediente lesivo dei diritti dei consiglieri». In sostanza, per Fedrighini, «questo ulteriore ricorso che grava, d’ora in avanti, sulla vicenda Meazza in aggiunta ad altri ricorsi presentati in varie sedi, riguarda – a prescindere dai contenuti della delibera – il ruolo dell’istituzione consiliare e dei consiglieri: questa forzatura ha prodotto una lesione dei diritti dei consiglieri che va sanata, altrimenti significa cancellare la funzione del Consiglio comunale e dei suoi componenti».



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