Lega Serie A, l’ad De Siervo senza giri di parole: “Il no alla vendita di San Siro sarebbe una catastrofe”

Il voto contrario alla vendita dello stadio di San Siro sarebbe una catastrofe enorme“, così Luigi De Siervo, amministratore delegato di Lega Serie A e vice-presidente delle leghe mondiali. Il dirigente ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera nella quale ha parlato del dossier stadio a Milano, tutelando gli interessi di Inter e Milan.

Su San Siro Luigi De Siervo lancia l’allarme

Un richiamo alla responsabilità quello dell’ad della Lega: “I 48 consiglieri comunali che sono chiamati a esprimere il proprio voto hanno una responsabilità enorme. Impedire la vendita dello stadio non solo sarebbe un danno di immagine immenso ma comporterebbe, per la città, la perdita di una occasione storica. Questa è l’ultima possibilità che la politica milanese ha di dotare la città di un impianto all’altezza delle aspettative“.

Perché c’è bisogno di un nuovo stadio a Milano per Inter e Milan? La risposta è facile per De Siervo: “Il calcio sta cambiando velocemente: in questa fase storica in cui i diritti tv non hanno grandi margini di crescita, gli introiti da stadio fanno la differenza. La trasformazione profonda che i social hanno introdotto è il desiderio di partecipare all’evento dall’interno e di fotografarsi alla partita. L’adeguatezza dello stadio non è solo un’esperienza da vivere ma un fattore determinante per l’aumento dei ricavi di una società, diversamente il gap con le altre leghe aumenterà. E la nostra capacità di recuperare diventerebbe ancora più rarefatta“.

Non c’è più tempo da perdere

A preoccupare Luigi De Siervo, ma anche Milan e Inter, sono le tempistiche del Comune di Milano. La situazione dovrà essere risolta in maniera definitiva entro il 10 novembre, giorno di entrata in vigore del vincolo sul secondo anello di San Siro: “Il momento è adesso, non c’è extra-time. Diversamente sarebbe un errore storico consegnare Milano e l’italia a uno stato di inferiorità verso altre realtà internazionali calcistiche. L’urgenza non è più differibile. Peraltro non capisco tutte le polemiche relative alla demolizione parziale del Meazza. Wembley è stato abbattuto e ricostruito ex novo, continuando ad alimentare il proprio mito“.

Una decisione storica che non può più essere rimandata: “Milano perderebbe la chance di avere uno dei tre più importanti stadi di Europa insieme a quello del Real Madrid e del Barcellona. La decisione sbagliata del consiglio di Milano consegnerebbe Milan e Inter a una fase crepuscolare della loro storia che non si meritano“.

Giorgio Furlani, Urbano Cairo, Luigi De Siervo - MilanPress, robe dell’altro diavolo
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Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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