Ricorre oggi un anniversario molto importante per la città di Milano, perché il primo agosto 1925 il Milan posava la prima pietra di uno stadio ancora oggi iconico. Come ricorda l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, Anteo Carapezzi, dirigente rossonero, scelse il nome prendendolo da una chiesetta vicina, fra via Masaccio e via Uccello: San Siro. Lo stadio oggi festeggia i 100 anni dall’inizio dei lavori. San Siro venne costruito in 13 mesi da un’idea di Piero Pirelli, presidente del Milan: voleva uno stadio solo per il calcio, senza pista d’atletica, che somigliasse agli impianti inglesi. Il progetto fu di Ulisse Stacchini, architetto che aveva disegnato la Stazione Centrale; altro uomo chiave, l’ingegner Alberto Cugini.
San Siro, in quei 13 mesi, venne costruito impiegando 10.000 quintali di cemento, 3.500 metri cubi di sabbia e 1.500 quintali di tondini di ferro. Per segnare le linee del campo, 80 chili di gesso. Il costo: 5 milioni di lire. Aveva quattro tribune rettilinee e nessuna curva di raccordo. Nel 1925 aveva comunque una capienza di 35.000 spettatori – non pochi – ed era utilizzato anche per le necessità degli ippodromi: sotto gli spalti c’erano spogliatoi, docce, uffici, ma quella ampia zona serviva anche da scuderie, fienili e magazzini di foraggio.
Alla nascita, era il campo del Milan. La partita inaugurale, il 19 settembre 1926, fu un derby: Milan-Internazionale 3-6 con primo gol di un milanista, Giuseppe Santagostino. Il primo ampliamento nel 1935, che portò la capienza a 55.000 posti. L’Inter che nel 1947 lasciò l’Arena e si trasferì. Il secondo anello costruito nel 1955. L’impianto di illuminazione del 1957. Il tabellone elettrico luminoso del 1967. L’intitolazione a Giuseppe Meazza del 1980. La ristrutturazione per Italia ’90, con la creazione del terzo anello. E il futuro? E’ un mistero…


