L’ex allenatore Arrigo Sacchi ha fatto un’analisi su Milan-Inter sulle colonne de La Gazzetta dello Sport. Queste alcune delle considerazioni di Sacchi:
Sul match: “Il pareggio, dato ciò che si è visto in questo primo round del derby di San Siro, è un risultato corretto. Adesso dobbiamo prepararci alle scintille nella sfida di ritorno fra tre settimane e, a quel punto, bisognerà vedere in quali condizioni fisiche Inter e Milan si presenteranno. Siamo in primavera e non dimentichiamo mai che la differenza, in questo casi, la fanno spesso e volentieri i muscoli e la brillantezza nelle gambe. Il primo tempo è stato dominato dall’equilibrio. L’Inter ci ha provato in un paio di occasioni e il Milan ha ribattuto colpo su colpo. Ho notato grande ordine tattico, con i nerazzurri schierati secondo il classico 3-5-2 e i rossoneri che si sono sistemati con un 4-4-2 in fase difensiva, e ho apprezzato l’attenzione delle due squadre nella chiusura degli spazi, nei raddoppi di marcatura, nel pressing, anche se non forsennato come amo io”.
Su cosa gli è piaciuto meno: “Forse il ritmo avrebbe potuto essere un po’ più alto, ma evidentemente nella testa dei giocatori c’era il pensiero che si trattava della sfida di andata di una semifinale, e bisognava badare prima di tutto a non concedere nulla agli avversari in vista del ritorno. C’è in ballo la finale di Coppa Italia, mica un trofeo qualsiasi. E, se per l’Inter questo è uno dei tre obiettivi ancora possibili, per il Milan è, invece, una specie di ciambella di salvataggio. Vincere la coppa non dico che trasformerebbe una stagione negativa in positiva, perché tanti e troppi sono stati gli errori dei rossoneri (e li hanno commessi tutti: giocatori, allenatori e dirigenti), però darebbe un senso a un’intera annata. E comunque non dimentichiamo mai che conquistare un successo permette di iscrivere il proprio nome nella storia”.
Sul risultato: “Mi aspettavo una sfida molto aperta per quanto riguarda il risultato. Innanzitutto perché il derby di San Siro sfugge sempre a qualsiasi pronostico, e tutto diventa possibile, e poi perché in una partita secca, di solito, non si notano le differenze tecniche e atletiche, ma si vede maggiormente la foga agonistica, lo spirito di gruppo, la capacità di gestione della gara. L’aspetto psicologico, insomma, in un derby è fondamentale. Tant’è vero che il Milan, pur essendo inferiore all’Inter come dimostra la classifica, su quattro partite disputate contro i nerazzurri in questa stagione ne ha vinte due e pareggiate altrettante. Credo che il risultato sia giusto e credo anche che le possibilità di arrivare in finale siano da dividere in parti uguali tra Inter e Milan.”
Sul ritorno: “Non mi sembra che si possa parlare di una favorita. Diciamo: cinquanta per cento Inter e cinquanta per cento Milan. Non è che non mi voglio sbilanciare, la verità è che non riesco a immaginare come possa andare a finire questo derby di semifinale perché l’Inter ha più qualità, sia fisiche sia tecniche, però il Milan ha dimostrato sul campo di poter arginare i rivali. Nella ripresa, ad esempio, ho apprezzato il sacrificio di Leao e Hernandez, due che non sempre hanno brillato per le corse in aiuto dei compagni. Vuol dire che l’aria del derby li ha stimolati”.


