Il sito della Gazzetta dello Sport sottolinea come la situazione del Milan non sia compromessa dopo la sconfitta contro la Lazio, soprattutto per la qualificazione in Champions League, ma all’Olimpico si è visto un limite importante: la squadra funziona meglio con un gioco difensivo e di contropiede, mentre l’attacco non gira al meglio. Un modo di ragionare sul calcio…molto “allegriano”. La Rosea ragiona sull’addio dell’intero reparto.
DALLE PUNTE CENTRALI AI PIÙ ESTERNI…E CRITICATI
L’arrivo di Fullkrug, almeno all’inizio, è sembrato molto promettente: il gol decisivo contro il Lecce resta la sua unica timbratura, penalizzato però dallo scarso minutaggio e imposto dal tecnico. Solo una volta ha giocato da titolare, la sua conferma sembra improbabile. Solo uno tra lui e Gimenez rimarrà, ma la situazione del messicano è peggiorata dall’infortunio che lo ha tenuto ai box per quattro mesi. Santi si gioca nel finale di stagione la conferma dopo l’investimento pesante nel gennaio del 2025, sperando nella convocazione al Mondiale di casa.
E poi ci sono gli esterni d’attacco, quelli più criticati. Leao, Nkunku e Pulisic sono stati utilizzati da centravanti e si sono sforzati nel mantenere con difficoltà l’intera produzione sottoporta. Il 10 ha avuto un atteggiamento maturo dopo la rabbia post Lazio, e il Milan lo ha perdonato: in un’annata difficile tra affanni fisici si ha la sensazione che abbia giocato con il freno, e l’addio non è un’ipotesi remota. Delusione quella del francese, arrivato a fine mercato e mai davvero impattante se non a cavallo tra dicembre e gennaio. Potrebbe rimanere, ma c’è scetticismo. E infine, sull’americano ci sono le sfortune muscolari aggiunte a uno score nel 2026 davvero non da lui. Non segna e non fa assist: non è il vero Chris, ma uno come lui difficilmente ha da salutare. La tifoseria lo ha amato, ora inizia a pretendere quello che si è visto nella prima parte di stagione. E occhio al rinnovo…



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