Rebic, da oggetto misterioso a uomo in più. Il Milan estivo punta su di lui

Nella stagione 2019/2020, almeno in quello che si è visto prima della pausa dovuta al proliferare del Covid 19 in Italia e nel Mondo, si sono viste due versioni di Milan abbastanza diverse tra di loro. Dal Milan targato 2019: deludente, poco incisivo, dal gioco involuto e schierato con il 433; al Milan dei primi due mesi del 2020 che è passato a schierarsi con un 442 prima ed un 4231 poi, ma che ha decisamente fatto meglio, sia dal punto di vista del gioco che dei risultati. I due principali artefici di questo cambiamento sono stati senza ombra di dubbio, Zlatan Ibrahimovic e Ante Rebic. Il primo è arrivato e ha dato personalità, peso specifico, carisma e sostanza ad una squadra debole sia mentalmente che tecnicamente. Il secondo è stato il vero e proprio uomo in più di Stefano Pioli e ha tolto spesso le castagne dal fuoco con i suoi gol e con il suo impatto devastante, sia a partita in corso che con gli inserimenti ad accentrarsi e ad andare a concludere. Nel periodo in cui si teme per il futuro, in questa stagione e non, del primo, torna di stretta attualità anche l’importanza all’interno della rosa del secondo.

Gol e tanto altro, il 2020 da urlo di Rebic  

Le statistiche di solito non bastano per raccontare e descrivere alla perfezione l’andamento di una squadra o di un calciatore, ma di sicuro non mentono mai. Ante Rebic da settembre a dicembre 2019 ha collezionato sette presenze in Serie A, totalizzando appena 173′ e zero gol, offrendo sempre prestazioni in colore. Da Gennaio a Marzo 2020, invece, conta sempre sette presenze in campionato, ma con ben 489′ giocati e la bellezza di sei gol. Praticamente, a parte nell’ultima gara giocata contro il Genoa a porte chiuse ed in quella contro il Verona, ha sempre segnato, risultando quasi sempre decisivo. Un’inversione di marcia impressionante che riguarda sia le prestazioni che i gol, ma anche e soprattutto la forma fisica e l’atteggiamento. D’altronde Stefano Pioli lo ha ribadito più volte di averlo visto cambiato e tirato a lucido dal rientro dalle vacanze natalizie in poi. In soli due mesi di prestazioni importanti il croato è diventato il capocannoniere stagionale del Milan con sette reti, aggiungendo alle sei realizzate in campionato quella contro la Juventus nella semifinale di andata di Coppa Italia. Questo dato, se da un lato denota le enormi difficoltà riscontrate dal Milan in zona realizzativa in questa stagione, dall’altro sottolinea ancora una volta l’incidenza di Rebic sul Diavolo pre Covid. Ma non ci sono solo i gol. L’ex Eintracht con la sua velocità ed imprevedibilità è diventato un’arma micidiale per Pioli sull’out di sinistra e, in coppia con Theo Hernandez, ha spesso rappresentato la fonte principale di gioco e di pericolo per gli avversari.

Rebic, speranza e chiave tattica per la ripresa

A quanto pare tra poco meno di un mese si dovrebbe tornare in campo per terminare questa maledetta stagione calcistica, o quantomeno per provarci. Il Milan teme di dover fare a meno, almeno nelle prime partite di Zlatan Ibrahimovic, fermato ieri da un infortunio al polpaccio. Anche se lo svedese non avrà problemi a rientrare in campo per la ripresa del campionato, però, si giocherà ogni tre giorni e difficilmente potrà reggere certi ritmi a 39 anni. Ecco che, ritrovare un Ante Rebic in grande spolvero anche alla ripresa del Campionato, sarà fondamentale per Mister Pioli. Il croato fa della duttilità tattica una delle sue principali prerogative e, oltre a giocare sulla sinistra in un attacco a tre o sulla linea dei trequartisti, può anche agire da seconda punta o da esterno alto in un 442. Meno indicato, ma da provare all’occorrenza, è il suo impiego da punta centrale o da ‘falso nueve’ se Leao non dovesse dare le giuste garanzie come sostituto di Ibrahimovic. Un vero e proprio jolly, insomma, che può sfruttare le sue caratteristiche tecniche per sprigionare tutta la sua potenza e la sua rapidità in fase di inserimenti (dall’esterno verso l’interno dell’area di rigore), ma anche andando a concludere in porta. La mancanza di continuità all’interno dei 90′ di una singola partita è stato il difetto principale di Rebic fin qui, anche nelle gare in cui ha inciso con le sue reti. Un altro tassello da migliorare per essere ancor più importante nel Milan che verrà.

 

 

Lino Dimitri
Lino Dimitri
Giornalista 35enne, Carmelo Dimitri è iscritto all'ordine dei Pubblicisti dal 2012. Dal 2010 collabora, a vario titolo, e scrive per diverse testate online, nazionali e non. Si occupa di Milan dal Settembre del 2011 e segue il calcio da quando era piccolissimo. Le sue più grandi passioni sono il calcio, il Milan e la scrittura. Attualmente è editorialista di punta nella redazione di MilanPress.it.

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