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Rebic a SportWeek: “Voglio restare al Milan. Ibra? È un leader, abbiamo bisogno di lui”

L’attaccante rossonero Ante Rebic ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di SportWeek: “So quali sono le mie qualità, sono fisicamente forte e veloce, gioco con entrambi i piedi. Inoltre, sono forte nella testa. Faccio un esempio. Nella partita vinta contro la Juve, a un certo punto ho detto qualcosa a Higuain. Non mi piacciono quelli come lui che, pur essendo grandi e grossi, a ogni contatto restano a terra per tre minuti. Lo stesso era successo con la Spal. Anche Ibra prende un sacco di botte, ma si rialza subito e senza un lamento, mentre altri piangono troppo. Insomma, dico qualcosa a Higuain e Szczesny mi ha detto di non fare il fenomeno in quanto stavo perdendo due a zero. Non gli ho risposto. Normalmente avrei replicato, perché un’altra cosa che non mi piace è quando mi sottovalutano. Ma stavolta non ho aperto bocca. A Szczesny ho risposto in un altro modo, ovvero con il gol del 4-2. Questa è la mia forza. Chi mi attacca mi carica”.

Su Ralf Rangnick: “Avevo fatto bene al Mondiale in Brasile, così lui, che era a capo della divisione calcistica della Red Bull, ha chiamato il mio procuratore e gli ha detto che mi avrebbe voluto. È venuto a Firenze e mi ha chiesto se volessi giocare nel Lipsia o nel Salisburgo. Ho scelto il Lipsia, che era nella seconda divisione, ma il progetto che mi aveva illustrato Rangnick era importante e i fatti gli hanno dato ragione. Anche lì, tuttavia, ho giocato poco perché l’allenatore, Alexander Zorniger, aveva un suo gruppo di giocatori fidati e non c’era spazio per i nuovi”.

Su Luka Jovic: “Se è da Milan? Non posso dirlo, non ha ancora firmato, ma non è un caso se è andato al Real Madrid. Le cose non gli sono andate bene perché ha avuto troppi infortuni, non so poi cosa sia successo nella sua testa e adesso lì hanno un’immagine di lui che non è quella reale. Jovic deve concentrarsi solo sul calcio, perché è forte davvero”.

Sul suo ruolo preferito: “Giocare con uno come Ibra, che prende la palla di testa e mi apre spazi, è il massimo. L’anno scorso all’Eintracht abbiamo fatto bene perché io attaccavo la profondità, Jovic faceva gol e Haller vinceva tutti i duelli aerei. Io sapevo che Haller l’avrebbe presa di testa e mi buttavo dentro. Così succede oggi con Ibra”.

Su Boban: “È stato decisivo per il mio approdo al Milan. Mi ha chiamato anche dopo la gara contro la Juventus, era contento che stessi dimostrando che aveva fatto bene a prendermi”.

Sulla prima parte della stagione in corso: “Con Giampaolo non ho mai parlato. Quando a gennaio sono andato a Francoforte per vendere la mia casa e i giornali, invece, hanno scritto che sarei tornato all’Eintracht. Dissi che avrei voluto fare quattro o cinque partite di fila al Milan. Se le avessi giocate male, sarei stato il primo a dire di non essere stato all’altezza. Non volevo andar via senza avere un’occasione. Quando questa è arrivata, l’ho presa”.

Sull’attuale situazione rossonera: “Negli ultimi anni è cambiata più volte la proprietà, sono cambiati gli allenatori. La squadra ha fatto fatica. I primi mesi di questa stagione erano iniziati male come al solito, adesso però abbiamo preso la strada giusta e dobbiamo continuare, perché abbiamo qualità. Tutti i giocatori che sono qui hanno fatto benissimo dove giocavano prima, avevano solo bisogno di un po’ di pace e di fiducia. Da gennaio giochiamo molto meglio di prima, ci conosciamo di più. Oggi so come di muove Castillejo, come mi serve Bennacer. Io conosco meglio i miei compagni e loro conoscono meglio me. In dieci giorni abbiamo battuto Roma, Lazio e Juve”.

Su Ibrahimovic: “C’è bisogno di lui. Ibra è un leader. Prima della gara contro la Juventus, ci diceva che avrebbe fatto vedere ai bianconeri come si gioca a calcio. Era il suo modo per caricarci. Anche Begovic e Kjaer sono giocatori maturi che sanno come calmarti o spronarti. Ibra ha portato tanto a tutti. Ciononostante, quando lui dice qualcosa, molti stanno zitti. Se invece io non la penso come lui, glielo dico”.

Sul suo futuro: “Ho già fatto sapere di essere disposto a rimanere”.

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