In mezzo ai tanti dubbi che fino ad ora avvolgono l’inizio di stagione del Milan e a qualche acciacco che questa lunghissima sosta per le Nazionali ci ha “regalato”, c’è una certezza che non viene scalfita: Goncalo Ramos. L’attaccante portoghese gioca, sempre e corre instancabilmente per tutti i 90 minuti di gioco o quasi. L’aspetto positivo dell’impiego intensivo anche in Nazionale, oltre ai due bei gol che per un attaccante fanno sempre fiducia e morale, è che il numero 9 tornerà pronto ad affrontare le prossime sfide che il Milan si troverà di fronte.
E non saranno sfide semplici, considerando che questo ottobre si giocherà in apnea con una partita ogni 3 giorni, trasferte insidiose e l’Europa che chiama un pronto riscatto. Il tutto culminerà con il Derby il 31 del mese, sfida dal sapore sempre speciale che sicuramente vedrà un’Inter che vorrà riprendersi la stracittadina dopo 7 Derby senza vittoria. Le buone notizie però finiscono qui. Sì, perché il fatto che Ramos sia sottoposto ad un super-impiego porta a galla una domanda che ci siamo fatti e rifatti mille volte durante l’estate. Possibile che una squadra che deve affrontare 3 competizioni abbia il solo Camarda (1 gol e poca esperienza in serie A, ricordiamolo) come unico “salvagente in caso” venisse il raffreddore al titolare?
Ramos verso un’altra titolarità con il Portogallo
Il destino, spesso beffardo, complica le cose facendo sì che dopo anni di monopolio dell’attacco lusitano, il buon Cristiano Ronaldo venga fatto abdicare proprio ora, così che il prode Goncalo debba fare gli straordinari anche in Nazionale. Buon per lui che guadagna i galloni di titolare in queste apparizioni di Nations League ma sono altri minuti interminabili di gioco che fanno salire il suo contachilometri avvicinando il momento in cui potrebbe essere necessario farlo rifiatare. Buttando un occhio alle statistiche della Serie A, Ramos corre mediamente come Ferguson, Barella, Cristante, Coulibaly e gli centrocampisti maratoneti del campionato. Non esiste attaccante in Serie A che corra come lui.
Ad oggi, stando così le cose, il Milan ed i suoi tifosi si trovano nella precaria condizione di dover sperare che il loro unico attaccante non venga impiegato in occasione dell’ultima partita del Portogallo contro la Norvegia e che poi goda di buona sorte e di un inossidabile sistema immunitario che lo preservi da qualsiasi acciacco fisico anche minimo. Francamente una situazione poco consona ad una società che a questi livelli dovrebbe avere un grado di programmazione sportiva ben più alto e che lasci molto meno spazio all’aleatorietà e alla fortuna.
Simone Brenna


