Sempre e comunque nel segno di Raiola: bene così?

C’è solo una nota un po’ “stonata” nel lieto fine della telenovela Ibrahimovic che stasera tornerà alla base come fosse un nuovo acquisto del Milan. Tutto mediaticamente perfetto, se vogliamo. Tutto bene per la squadra, certamente. Meno bene è che alla fine – ancora una volta – il club sembra prigioniero di Mino Raiola. E’ stato, infatti, il procuratore dello svedese a tenere sulle spine tutto il popolo rossonero, senza avere in mano un’altra offerta per il suo assistito (chapeau).

Sarà lo stesso Raiola a imporre clausole per il rinnovo di Gigio Donnarumma (la telenovela che si aprirà da ottobre). E chissà poi cosa accadrà con Alessio Romagnoli, altro gioiello nelle mani del super manager. E’ una partita a scacchi, dove, però, a rimanere in scacco sembra sempre il Milan. Cambiano proprietari e dirigenti, ma questo spartito sembra seguire le stesse note abilmente dettate da Raiola. Che poi alla fine fa il suo interesse e quello dei calciatori che piazza in giro per l’Europa. Buon per lui. Altrettanto non si può dire per la società che ora avrà davanti lo scoglio del rinnovo del suo pezzo più pregiato, in scadenza a giugno 2021.

Il tema è delicatissimo: o si trova un accordo sul rinnovo oppure a gennaio Gigio potrà accordarsi con un nuovo club salutando il Milan a parametro zero. Un rischio, quest’ultimo, che Gazidis e Maldini non vogliono e non possono correre. Se anche Donnarumma non rientrasse più nei piani economico-finanziari del club, occorrerebbe monetizzarne il cartellino per finanziare il mercato e generare una plusvalenza importante. Si parla di una clausola rescissoria da 30 milioni che il Milan vorrebbe alzare ad almeno 50. E poi arriverà il turno di Romagnoli, in scadenza nel 2022. Si partirà dall’attuale stipendio di 3,5 milioni netti a stagione, da elevare a non meno di 5 all’anno nelle intenzioni di Raiola. Una lunga partita, tanti round, un unico attore sempre in campo.

 

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